SICUREZZA SUL LAVORO – LE NUOVE REGOLE SUGLI OBBLIGHI FORMATIVI

Sicurezza sul lavoro, le nuove regole sugli
obblighi formativi


Le nuove regole sugli obblighi formativi in materia di sicurezza sul
lavoro. Ecco quali sono secondo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro
i vincoli e chi sono i destinatari
Dal 2022 entrano in vigore le nuove regole in materia di sicurezza sul
lavoro e alcune di queste riguardano gli obblighi formativi in capo a datori di
lavoro e dirigenti.
Con una prima circolare l’Ispettorato Nazionale del Lavoro fornisce un
quadro generale sull’argomento, riprendendo le fila delle recenti novità. È
stato il Decreto Fiscale, infatti, ad estendere gli obblighi di formazione ai
“capi” secondo modalità specifiche.
Scopriamo insieme, quindi, quali sono le nuove regole in tema di salute e
sicurezza sul lavoro e chi sono esattamente i nuovi destinatari degli obblighi
formativi appena introdotti.
QUALI SONO LE NUOVE REGOLE SUGLI OBBLIGHI FORMATIVI IN
MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
Il Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, così come
modificato dal Decreto Fiscale (Decreto legge n. 146/2021) prevede che i
datori di lavoro seguano un’adeguata e specifica formazione e un
aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti. In particolare,
chiarisce la circolare dell’INL n.1 del 16 febbraio 2022, questa formazione
comprende:
● I principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
● la definizione e individuazione dei fattori di rischio;
● la valutazione dei rischi;
● l’individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di
prevenzione e protezione.
Già la norma precedente lo prevedeva in maniera generica, equiparando gli
obblighi formativi dei datori di lavoro a quelli dei lavoratori. Ora, però, vengono
introdotte regole specifiche per i datori di lavoro e dirigenti secondo linee
guida da adottare entro il 30 giugno 2022.
REGOLE SUGLI OBBLIGHI FORMATIVI: LE NUOVE LINEE GUIDA
La Conferenza Stato-Regioni (l’organo di collegamento tra Stato e
autonomie locali) adotta periodicamente un accordo contenente queste linee
guida che devono seguire tutte le aziende. La nuova norma stabilisce, quindi,
che entro il 30 giugno 2022 la Conferenza integri il vecchio accordo in
materia di formazione risalente al 2011, in modo da garantire:
● l’individuazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità
della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro;
● l’individuazione delle modalità della verifica finale di
apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e
di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro
e delle modalità delle verifiche di efficacia della formazione durante lo
svolgimento della prestazione lavorativa.
Sarà quindi questo accordo a determinare la durata, le modalità della
formazione, i contenuti minimi della stessa. La verifica sul corretto
adempimento degli obblighi di legge, potrà correttamente effettuarsi solo una
volta che sia stato adottato il predetto accordo.
OBBLIGHI FORMATIVI SULLA SICUREZZA: I NUOVI DESTINATARI
Mentre i datori di lavoro, prima della novità introdotta dal Decreto Fiscale,
non erano esplicitamente inclusi negli obblighi formativi sulla sicurezza, i
dirigenti e i preposti erano in parte accomunati ai lavoratori. Come
anticipato, però, l’accordo con le linee guida non riguardava questi ultimi nello
specifico, mentre ora la norma lo prevede chiaramente. Ecco, quindi, che in
attesa del nuovo accordo dirigenti e preposti dovranno pertanto essere
formati secondo quanto già previsto dal vigente accordo, quello del 2011. Si
precisa, per chiarezza, che i preposti sono coloro i quali, in base alla
gerarchia e alle proprie competenze professionali, sovrintendono alle attività
lavorative altrui attuando le direttive ricevute dai datori di lavoro o dai dirigenti,
verificando che vengano correttamente eseguite dai lavoratori.
NUOVI OBBLIGHI FORMATIVI: IL PERIODO TRANSITORIO
Visto che i nuovi obblighi formativi in capo al datore di lavoro, ai dirigenti e ai
preposti saranno fissati dal nuovo accordo in sede di Conferenza Stato –
Regioni entro il 30 giugno prossimo, ci sarà un periodo “scoperto”. Ne
consegue che il mancato rispetto dei nuovi obblighi in capo a tali soggetti non
implica l’adozione di sanzioni. Restano comunque in vigore gli obblighi già
fissati in precedenza quali, precisa l’Ispettorato, le attività formative che
devono essere svolte in presenza e ripetute almeno ogni due anni, o
comunque ogni volta sia reso necessario.
NUOVI OBBLIGHI IN MATERIA DI ADDESTRAMENTO
Nessuna fase transitoria per i nuovi obblighi in tema di addestramento
introdotti dal Decreto Fiscale che, di fatto, ha specificato ulteriormente le
relative regole. L’addestramento infatti ora:
● deve avvenire da persona esperta e sul luogo di lavoro (una regola
già prevista);
● consiste nella prova pratica, per l’uso corretto e in sicurezza di
attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di
protezione individuale (una regola nuova);
● consiste nell’esercitazione applicata, per le procedure di lavoro in
sicurezza (anche questa è una regola nuova).
Gli interventi di addestramento effettuati, poi, devono essere tracciati in
apposito registro anche informatizzato. Mentre il mancato tracciamento non
RIFERIMENTI NORMATIVI
Il Testo Coordinato del Decreto Legge 21 ottobre 2021, n. 146 (Pdf 219
Kb) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.301 del 20-12-2021.
Circolare Dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro del 16 febbraio 2022, n. 1
(Pdf 275 Kb).
Decreto Legislativo del 9 aprile 2008, n. 81 (Pdf 2,5 Mb) Testo Unico sulla
Salute e Sicurezza sul Lavoro)
ALTRI APPROFONDIMENTI
Vi invitiamo a scoprire anche il nuovo protocollo per la tutela dei lavoratori
edili che ha lo scopo di garantire il pieno rispetto delle norme a tutela del
lavoro e della sicurezza nei cantieri.
Mercato del lavoro in Italia: dati e analisi
gennaio 2022
Tutti i dettagli dell’ultimo report utile sul mercato del lavoro in Italia.
Sulla base dei dati del 2021 è già possibile fare le proiezioni per il
2022
Pubblicata l’analisi del mercato del lavoro in Italia (gennaio 2022), redatta
congiuntamente dal Ministero del Lavoro, ANPAL e Banca d’Italia.
Dai dati del 2021 emerge, principalmente, il proseguire del recupero
dell’occupazione dipendente, la crescita le assunzioni a tempo indeterminato
e il rialzo del settore delle costruzioni.
Vediamo insieme quali sono i dati del mercato del lavoro in Italia, la loro
evoluzione nel corso del 2021 e le proiezioni per il 2022.
RECUPERA L’OCCUPAZIONE DIPENDENTE
L’analisi del mercato del lavoro in Italia all’inizio del 2021 pubblicata da
BankItalia, ANPAL e il Ministero del Lavoro dimostra che l’andamento delle
posizioni di lavoro alle dipendenze si è rafforzato. Da giugno il numero di
contratti attivati è tornato sui livelli prevalenti prima dello scoppio della
pandemia.
Negli ultimi mesi dell’anno, ha quasi raggiunto il sentiero di crescita che si
sarebbe registrato se l’evoluzione della domanda di lavoro si fosse
mantenuta, anche durante l’emergenza sanitaria, sugli stessi ritmi del periodo
2018/2019. Nel complesso del 2020-21 sono stati infatti attivati, al netto delle
cessazioni, circa 560.000 nuovi posti di lavoro alle dipendenze, rispetto ai
605.000 del biennio precedente.
La dinamica beneficia tuttavia del basso numero di cessazioni, ancora
contenuto del ricorso diffuso agli strumenti emergenziali d’integrazione
salariale, di cui è previsto il graduale superamento nel 2022.
Fonte: elaborazioni su dati delle Comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali; cfr. Nota Metodologica. (1) I saldi mensili sono destagionalizzati con procedura Tramo-SEATS;
il trend lineare è calcolato sulla base dell’andamento delle posizioni lavorative, al netto dei fattori
stagionali, registrato nel biennio 2018-19
CRESCONO LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO: IL TREND
2022
Alla fine dell’anno, secondo le analisi, nel mercato del lavoro in Italia si è
rafforzata la crescita delle assunzioni a tempo indeterminato. Nell’anno
2021 concluso la creazione di posti di lavoro è stata sostenuta soprattutto dai
contratti a tempo determinato (365.000 su circa 597.000 posti di lavoro). Agli
andamenti complessivi del 2022 contribuirà pure la capacità del sistema
produttivo di preservare tali posizioni, molte delle quali sono giunte a
scadenza il 31 dicembre del 2021.
Anche il saldo delle posizioni permanenti è cresciuto, seppur a ritmi più
moderati.
Nel primo semestre, a fronte della debolezza delle attivazioni, il miglioramento
è stato determinato esclusivamente dal numero contenuto di cessazioni. Nella
seconda parte dell’anno, invece, alla dinamica dell’occupazione di tipo stabile
ha contribuito anche la ripresa delle assunzioni e delle trasformazioni. In
autunno hanno superato i livelli pre-pandemici. Da luglio l’incremento delle
dimissioni ha sospinto il numero delle cessazioni.
Fonte: elaborazioni su dati delle Comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali; cfr. Nota Metodologica. (1) La voce altro include i casi di decesso del lavoratore, di risoluzione
consensuale del rapporto di lavoro e altri eventi non riconducibili alla volontà esclusiva del dipendente
o del datore di lavoro. Valori stimati per gli ultimi sette giorni di dicembre.
I LICENZIAMENTI: I DATI DEL MERCATO DEL LAVORO PER L’INIZIO
2022
I licenziamenti, secondo il report del mercato del lavoro in Italia sono rimasti
su livelli mediamente modesti. Parliamo di 27.000 contratti cessati ogni
mese con questa causale nella media del 2021, circa il 40% in meno rispetto
al 2019. Gli incrementi registrati nei mesi immediatamente successivi alla
rimozione dei vari blocchi (ovvero il 30 giugno per l’industria, a eccezione del
comparto tessile e dell’abbigliamento e il 31 ottobre per tutti gli altri comparti)
appaiono avere natura temporanea e verosimilmente riflettono esuberi già
previsti nei mesi precedenti.
Fonte: elaborazioni su dati delle Comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali; cfr. Nota Metodologica. (1) Dati destagionalizzati con procedura Tramo-SEATS. Valori stimati
per gli ultimi sette giorni di dicembre. – (2) Il tasso di licenziamento è calcolato come il rapporto tra il
numero di cessazioni promosse dal datore di lavoro e la stima degli occupati alle dipendenze
elaborata a partire dai dati sui dipendenti del settore privato dell’INPS.
I SETTORI IN CRESCITA
Stando al report di gennaio 2022 sul mercato del lavoro pubblicato dal
Ministero del Lavoro, BankItalia e ANPAL il settore delle costruzioni continua
a crescere. Invece, per il turismo il recupero è ancora incompleto.
Nell’industria la marcata accelerazione delle costruzioni ha compensato il
rallentamento della manifattura che, pur non registrando significative perdite
occupazionali, non è ancora tornata sullo stesso sentiero di crescita che
aveva, in media, nei due anni prima della pandemia. Nonostante la ripresa nei
mesi primaverili ed estivi, rimangono ampi i margini di recupero nel turismo,
che era significativamente cresciuto prima dell’emergenza sanitaria.
DIVARIO DI GENERE NEL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO
La ripresa del 2021 nel mercato del lavoro in Italia ha favorito l’occupazione
maschile, tornata sul sentiero di crescita del 2018 2019. Rimangono ancora
ampi i margini di recupero per quella femminile il cui andamento mostrava
segnali di relativa debolezza già prima dell’emergenza sanitaria. Le lavoratrici
continuano, inoltre a essere penalizzate da una minore domanda di lavoro di
tipo permanente. Nonostante rappresentino circa il 42% della forza lavoro,
incidono solo per un terzo sul saldo delle posizioni a tempo indeterminato. Per
curiosità vi invitiamo a leggere l’approfondimento dedicato alla nuova legge
sulla parità salariale.
LA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE DEL CENTRO NORD
Nelle Regioni centro-settentrionali l’occupazione alle dipendenze non ha
ancora completamente recuperato gli andamenti, sostenuti, del 2018 2019. La
ripresa si è tuttavia rafforzata nella seconda metà dell’anno quando è
cresciuta la domanda di lavoro stabile. Il Mezzogiorno ha risentito in misura
più limitata dell’emergenza sanitaria. Nella media del periodo 2020-2021, il
Sud e le Isole hanno registrato tassi di crescita superiori a quelli, molto
contenuti, del biennio precedente. Il miglioramento riflette però
esclusivamente il calo delle cessazioni determinato dalle misure governative
(blocco dei licenziamenti, estensione degli strumenti d’integrazione salariale),
che hanno prolungato la durata effettiva dei contratti, generalmente inferiore in
queste aree. Le assunzioni a tempo indeterminato continuano a crescere più
lentamente rispetto al Centro Nord.
LA DISPONIBILITÀ AL LAVORO, IL TREND 2022
In Italia, dal punto di vista amministrativo, la condizione di disoccupato è
attestata dalla Dichiarazione d’Immediata Disponibilità al lavoro (DID). Il
documento, che può essere rilasciato online o in presenza presso uno dei
Centri per l’Impiego (CPI), è necessario per accedere ai servizi pubblici di
reinserimento nel mercato del lavoro offerti dai CPI o ad alcune prestazioni di
sostegno al reddito, come le indennità di disoccupazione (NASpI, DIS-COLL)
e di recente il Reddito di Cittadinanza (RdC). L’uscita, temporanea o
definitiva, dalla condizione di disoccupazione amministrativa coincide con la
sospensione o la revoca della DID, che avviene in caso di nuovo impiego di
durata rispettivamente inferiore o almeno pari a sei mesi. Stando all’analisi di
BankItalia, ANPAL e il Ministero del Lavoro, nel 2021, tra il 1° gennaio e il 30
novembre 2021 il numero di disoccupati amministrativi si è ridotto di circa
356.000 unità. Un trend che dovrebbe essere confermato nel 2022. Vi erano
state solo una riduzione di -57.000 nel 2019 e -37.000 nel 2020. L’entità del
calo riflette in parte il riassorbimento di lavoratori precedentemente usciti dal
mercato del lavoro. Ma, soprattutto, riflette il minore numero di persone che
sono entrate nello stato di disoccupazione per la prima volta.
ANALISI MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA, LE FONTI
Le fonti dell’analisi del mercato del lavoro 2022 sono le comunicazioni
obbligatorie al 31 dicembre 2021. Inoltre, anche le dichiarazioni di immediata
disponibilità al lavoro al 30 novembre 2021. La nota dà infatti conto anche dei
dati sulla disponibilità al lavoro. Poi si considerano gli andamenti delle Did
rilasciate nel corso del 2021. Per maggiori informazioni, potete consultare la
nota (Pdf 943 Kb) redatta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,
dalla Banca d’Italia e dall’ANPAL.

FONTE – TI CONSIGLIO UN LAVORO

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