POLITICHE FISCALI – Riforma fiscale, come cambia la busta paga nel 2022

Riforma fiscale, come cambia la busta
paga nel 2022

I calcoli sull’impatto della riforma IRPEF in busta paga incamerando anche il Bonus
Renzi, pieno fino a 15mila euro: esempi da 10mila a 100mila euro
La riforma fiscale in Legge di Bilancio 2022 impatta sui redditi da lavoro in
modo particolarmente favorevole per i redditi fra 15mila e 30mila euro.
Considerando però anche il Bonus Renzi-Conte (trattamento integrativo fino a
100 euro, per un totale di 1200 euro annui, per i redditi fino a 28mila euro con
un decalage a quota 40mila euro) il risparmio maggiore si concentra sui redditi
fra 40 e 50mila euro.
Vediamo una serie di esempi con l’ausilio dei calcoli dei Consulenti del lavoro.

Quando arrivano gli aumenti in busta paga

La riforma è in vigore dal primo gennaio e quindi impatta sui redditi 2022, che
vanno in dichiarazione dei redditi 2023.
Accrediti e conguagli
I dipendenti e i pensionati sono i primi a misurarne concretamente gli effetti,
dalle prossime buste paga e cedolino pensione. La nuova tassazione, si
applica infatti da gennaio ma le prime buste paga rinforzate dai nuovi tagli
fiscali saranno quelle di marzo, in considerazione dell’esigenza di aggiornare i
gestionali, con le dovute operazioni di conguaglio dei mesi precedenti.

Impatto riforma IRPEF in busta paga 2022

Le prossime buste paga saranno più alte, sostanzialmente per l’intera platea
del lavoro dipendente (ci sono risparmi anche sui redditi alti). Ai calcoli,
proposti da PMI.it, basati sulle modifiche di aliquote e detrazioni, aggiungiamo
anche il Bonus Renzi. In questo modo, abbiamo anche il valore effettivo dello
sconto fiscale che i lavoratori avranno in busta paga nel 2022.

Esempi e calcoli
Per chi resta il Bonus Renzi

La riforma prosegue nell’operazione di taglio del cuneo fiscale sul lavoro
dipendente, a favore del lavoratore, iniziato nel 2014 con un bonus,
proseguito poi negli anni successivi con la trasformazione in detrazione
(aggiuntiva però rispetto a quelle ordinarie sul lavoro dipendente), poi in
trattamento integrativo e ora incamerata nella riforma nel seguendo modo.
● fino a 15mila euro: trattamento integrativo esentasse,
● tra 15mila e 28mila euro: viene incamerato nelle nuove aliquote e non si
applica più, a meno che il nuovo calcolo non penalizzi il contribuente.
Sostanzialmente, fra i 15mila e i 28mila euro il bonus è riconosciuto solo se,
con il nuovo calcolo, la somma delle nuove detrazioni è superiore all’imposta
lorda. In questo caso, i 1200 euro non spettando integralmente, ma solo per la
parte corrispondente alla differenza fra la somma delle detrazioni e l’imposta
lorda. Questo meccanismo non è incamerato nella tabella, non essendo
possibile fare i calcoli in modo standard (ogni contribuente deve prima
calcolare la propria imposta, applicando tutte le detrazioni che gli spettano,
per capire se e in che misure ha diritto all’integrazione.
Assegno unico: misure e importi con e
senza ISEE, calcolo esempi
Assegno unico, come cambia la busta paga 2022: esempi di calcolo,
importi con o senza ISEE, maggiorazioni e casi particolari
L’Assegno unico penalizza i nuclei familiari con ISEE sopra i 25mila euro, per i
quali il precedente meccanismo di detrazione fiscale e ANF (assegni al nucleo
familiare) mentre favorisce quelli sotto tale soglia e con entrambi i genitori
lavoratori, grazie alla clausola di salvaguardia e alla maggiorazione di 30 euro
per ogni figlio minorenne. Dalla simulazione importi Assegno figli emergono
anche penalizzazioni per nuclei monoreddito con ISEE sotto i 10mila euro.
Sono casistiche che vengono messe in luce dalla Circolare 2/2022 dell’Ufficio
Studi dei Consulenti del Lavoro su come cambia la busta paga nel 2022 con
l’Assegno unico erogato da marzo 2022 e per il quale sono aperte le domande
dallo scorso primo gennaio.
Come funziona l’Assegno unico
L’Assegno unico è previsto dal Family Act e normato dal decreto legislativo
230/2021. Spetta per ogni figlio minorenne (per i nuovi nati a partire dal
settimo mese di gravidanza) e per i maggiorenni fino a 21 anni compiuti se
sono a carico e hanno una serie di altri requisiti (studio, lavoro, servizio civile).
Importi e maggiorazioni
In termini di importi può andare da 175 a 50 euro al mese per ogni figlio
minorenne, e da 85 a 25 euro per i maggiorenni. Rilevano, ai fini della
quantificazione, il reddito, la composizione del nucleo familiare, e l’ISEE. Ci
sono poi specifiche maggiorazioni (ad esempio, per nuclei numerosi, per le
famiglie in cui lavorano entrambi i genitori, per le giovani madri sotto i 21
anni). E c’è una clausola di salvaguardia per le famiglie con ISEE fino a
25mila euro, che introduce una maggiorazione che varia a seconda dei
parametri economici, temporanea e con decalage fino al 2025.
ISEE per il calcolo importi
Fatta questa premessa, i calcoli dei Consulenti del Lavoro si basano su
reddito, patrimonio immobiliare e mobiliare, possesso di particolari beni di
lusso. Gli esempi sono stati elaborati cercando di individuare alcuni ISEE
rappresentativi, considerando che, nel primo anno di applicazione (marzo
2022- febbraio 2023), l’ISEE 2022 avrà tra i suoi componenti i redditi relativi al
2020, percepiti durante un periodo emergenziale che non rappresenta una
situazione di normalità.

Esempi di importo

Penalizzazioni per ISEE elevati

Qui, c’è una prima considerazione critica dei Consulenti del Lavoro, legata
proprio alla centralità dell’ISEE. «Nella determinazione dell’assegno unico non
si tiene conto solamente dell’aspetto reddituale che, sino ad oggi, ha
caratterizzato tutte le forme di sostegno alla famiglia, bensì anche di elementi
di natura patrimoniale (abitazione, autovettura, giacenze medie conti correnti,
assicurazioni ecc.), che non necessariamente rappresentano la fotografia
corretta della ricchezza di una famiglia», si legge. Il punto è che «in presenza
di ISEE elevati non accompagnati da redditi cospicui, il valore dell’AUUF
potrebbe essere inferiore rispetto alle attese».

Chi ci guadagna e chi ci perde

Proseguendo con gli esempi di calcolo, si riscontra una perdita significativa,
per i nuclei con soggetti non coniugati aventi un ISEE oltre 25mila euro
(nell’esempio 26.000 euro), per i quali non si applica la maggiorazione
temporanea-clausola di salvaguardia.
Viceversa, beneficiano delle nuove regole i nuclei con ISEE inferiore ai 25mila
euro in cui entrambi i genitori lavorano, laddove oltre alla clausola di
salvaguardia scatta anche l’ulteriore maggiorazione per ciascun figlio minore
(pari a 30 euro mensili per ISEE inferiore a 15mila euro, che si riduce fino ad
annullarsi in corrispondenza di ISEE pari a 40mila euro).

Quanto spetta per i figli minorenni

Se l’ISEE è fino a 15mila euro, l’assegno unico è pari a 175 euro per ogni
figlio minorenne. L’importo si riduce man mano che sale il reddito: con ISEE di
20mila euro l’assegno è di 150 euro per ogni minore, con ISEE di 30mila euro
l’Assegno scende a 100 euro, da 40mila euro si attesta sul minimo di 50 euro
per figlio.
Per ciascun figlio successivo al secondo, c’è una maggiorazione di 85 euro,
che si riduce in proporzione al reddito (rispettivamente a 71 euro, 57 euro, 43
euro e 15 euro per le medesime fasce.
Per i nuclei numerosi, con quattro o più figli, c’è una maggiorazione di 100
euro per l’intero nucleo.

Maggiorazioni generali

● Madri fino a 21 anni: 20 euro per ogni figlio e altri 20 euro per ogni figlio
successivo al secondo;
● Genitori entrambi lavoratori: 30 euro fino a 15mila euro di ISEE fino ad
annullarsi a 40mila euro (24 euro per ISEE di 20mila euro, 12 euro per
ISEE di 30mila euro, 6 euro per ISEE di 35mila euro).
Maggiorazione ex ANF
Per il 2022, 2023 e 2024, le famiglie con ISEE fino a 25mila euro che nel 2021
hanno percepito gli ANF per figli minori godono di una clausola di
salvaguardia per la quale l’assegno si applica in misura intera nel 2022,
scende a due terzi nel 2023 e a un terzo nel 2024 (fino a febbraio 2025).

Quale Assegno spetta ai figli maggiorenni

Per i figli maggiorenni a carico l’Assegno unico è previsto solo da 18 ai 21
anni non compiuti se svolgono una delle seguenti attività: corso di formazione
scolastica o professionale, corso di laurea, tirocinio o attività lavorativa con
reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui, disoccupato e in cerca di un
lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego, servizio civile universale.
L’importo massimo è di 85 euro per famiglie con ISEE fino a 15mila,
riducendosi fino a 25 euro sopra i 40mila euro di ISEE.
L’indicatore della situazione economica equivalente si chiede all’INPS, ogni
anno, compilando la DSU (Dichiarazione sostitutiva unica). Nel caso di coloro
che presentano la domanda senza ISEE, l’AUUF viene comunque versato ma
nella misura minima prevista (50 euro per ogni figlio minorenne e 25 euro per
ogni maggiorenne). Queste soglie minime vengono applicate anche ai nuclei
con ISEE sopra 40mila euro, con importo che resta costante.
«Per i redditi elevati che in precedenza non rientravano nei parametri per
percepire gli ANF, potrebbe esservi un beneficio, allorquando, però, le
“vecchie” detrazioni per figli a carico non fossero superiori al valore del nuovo
assegno unico universale».

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