Pillole di riforma fiscale nella Manovra 2022

Pillole di riforma fiscale nella Manovra 2022

di Salvatore Cuomo – IRPEF

Due parole su quello che sarà il primo assaggio previsto dalla Legge di
Bilancio 2022 sulla riforma fiscale dai più auspicata, ora oggetto di
confronto tra Governo e parti sociali.
L’accordo politico sull’utilizzo degli 8 miliardi di euro previsti dalla Manovra di
Bilancio 2022 destinati strutturalmente sulle imposte dirette ha partorito
un’intesa in materia di riforma fiscale che possiamo riassumere come segue:
● 7 miliardi destinati all’IRPEF, un’imposta che da sola assicura entrate
nelle casse dell’Erario per circa 164 miliardi;
● 1 miliardo destinato all’IRAP, che ad oggi ne assicura allo Stato 14.
Come potranno essere utilizzati?
Pillole di riforma fiscale nella Manovra 2022: le novità in materia di
IRPEF e IRAP
L’idea è quella di ridurre gli attuali scaglioni IRPEF a 4, introducendo due
nuove aliquote intermedie, 25 per cento e 35 per cento, lasciando invariate la
prima del 23 per cento, e l’ultima del 43 per cento, da applicarsi però
quest’ultima già dai 50.000 euro, ed intervenendo sulle attuali detrazioni da
lavoro assorbendo anche il bonus di 100 euro, l’ex bonus Renzi per capirci.
Questo per tornare ad enfatizzare, almeno nelle intenzioni del Governo, la
progressività dell’imposta intaccata dalle precedenti manovre.
Per quanto all’IRAP, la proposta è quella di abolire l’imposta tout court per i
soggetti IVA persone fisiche, non costituiti in forma societaria.
Così facendo si realizzerebbe di fatto un piccolo anticipo di riforma fiscale
prospettando un percorso a due tappe, questa prima nella Manovra 2022 e la
successiva rappresentata dall’approvazione e attuazione entro la fine del
2022 della delega fiscale, approvata dal Consiglio dei Ministri il 5 ottobre
scorso e che è ora all’esame della Camera.
Leggendo una pubblica affermazione dell’Onorevole Marattin si ha riscontro di
quanto sopra dalla sua affermazione riguardo i due interventi.
Così come delineati, si innestano in coerenza con lavoro svolto dalle
Commissioni Finanze di Camera e Senato da gennaio a giugno scorsi in 61
audizioni, e nell’esame dei contributi scritti dei soggetti auditi e di tutti i partiti,
riassunto nel documento finale votato il 30 giugno scorso.
Detto che, pur nei tempi stretti del termine di fine anno per l’approvazione
della Legge di Bilancio 2022, nulla è ancora definitivo, che il confronto con le
parti sociali su questa proposta è appena iniziato e che la decisione politica
definitiva non è ancora stata presa, mi preme – da mero osservatore esterno –
sollevare alcune perplessità sulla proposta.
Riforma fiscale in Legge di Bilancio 2022: dall’IRPEF all’IRAP, le
criticità dei primi interventi
La riduzione in arrivo con la Legge di Bilancio 2022 dell’incidenza dell’IRPEF
sui redditi medio bassi potrebbe rilevarsi non soddisfacente alle attese e non è
ancora effettivamente misurabile, atteso che non si conosce la nuova forma di
detrazione/deduzione sul lavoro, parola che sottolineo perché su questo punto
mi piacerebbe che non vi fosse più una distinzione tra lavoro dipendente ed
autonomo in quanto entrambi sono degni di uguale attenzione.
La manovra sull’IRAP, pur interessando quasi un milione di contribuenti
persone fisiche che attualmente sono tenuti al versamento di tale imposta,
crea di fatto un effetto distorsivo di natura fiscale sul tessuto economico del
Paese, favorendo la parcellizzazione delle attività che invece avrebbero
bisogno di strumenti normativi che ne favoriscano l’aggregazione, per
raggiungere una dimensione maggiormente competitiva e in particolare delle
attività professionali.
Ritengo che su questo punto necessario un maggiore sforzo che ne estenda
l’abolizione anche per tutti i soggetti tenuti all’IRPEF, quali le società di
persone e le società semplici, recuperando le risorse a copertura da un
anticipo di parte dell’auspicato sfrondamento di detrazioni IRPEF e, perché
no, introducendo un’aliquota del 45 per cento sui redditi sopra i 200mila euro,
come in altri Paesi cosiddetti avanzati.
Forse sto anticipando qualcosa che verrà più avanti con la riforma e vedremo
nel prosieguo come sarà strutturato il più articolato intervento in materia
fiscale previsto entro il 2022.

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