LEGGE DI BILANCIO 22 – Bonus mobili ed elettrodomestici 2022, come funziona? Limiti di spesa e novità

Bonus mobili ed elettrodomestici 2022, come
funziona? Limiti di spesa e novità

di Anna Maria D’Andrea – IRPEF
Bonus mobili ed elettrodomestici 2022, salvo il limite di spesa di 10.000
euro, che sarà ridotto a 5.000 euro per il 2023 e 2024. Come funziona la
detrazione del 50 per cento? Facciamo il punto delle novità previste
dalla Legge di Bilancio e delle regole per fruirne.
Bonus mobili ed elettrodomestici 2022, come funziona?
Dopo la conferma della proroga della detrazione del 50 per cento, facciamo il
punto di novità e spese ammesse al bonus mobili per il 2022.
La Legge di Bilancio 2022, all’articolo 1 comma 37, dispone la proroga dei
bonus fiscali sulla casa. Tra gli incentivi rinnovati per ulteriori tre anni, e quindi
dal 2022 e fino al 2024, vi rientra anche il bonus mobili, la detrazione
riconosciuta ai contribuenti che arredano immobili oggetto di ristrutturazione
edilizia.
Il testo della Manovra, approvato dalla Camera in via definitiva il 30 dicembre
2021, fissa a 10.000 euro l’importo massimo della spesa ammessa al bonus
mobili per il 2022. Si passerà a 5.000 euro per i successivi due anni.
A differenza delle altre agevolazioni fiscali sulla casa, la detrazione resta
l’unica modalità di fruizione del bonus mobili ed elettrodomestici, e non
cambiano quindi le regole per recuperare lo sconto spettante.
Facciamo quindi il punto delle istruzioni per accedere al bonus mobili 2022,
limiti di spesa, come funziona e novità.
Bonus mobili ed elettrodomestici 2022, come funziona? Limiti
di spesa e novità
La Legge di Bilancio 2022, all’articolo 1, comma 37, lettera b) numero 2,
conferma la proroga del bonus mobili ed elettrodomestici.
La detrazione IRPEF prevista per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici
finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione è oggetto di
proroga dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2024.
Dai 16.000 euro previsti in via eccezionale per il 2021, il limite di spesa
ammesso al bonus mobili passa a 10.000 euro a partire dal 1° gennaio 2022,
per poi essere ridotto a 5.000 euro dal 2023.
Ecco nel dettaglio come cambia il tetto massimo di spesa detraibile al 50 per
cento:
Anno di sostenimento Limite di spesa bonus
mobili
Dal 1° gennaio al 31 dicembre
2021
16.000 euro
Dal 1° gennaio al 31 dicembre
2022
10.000 euro
Dal 1° gennaio al 31 dicembre
2023
5.000 euro
Dal 1° gennaio al 31 dicembre
2024
5.000 euro
Bonus mobili ed elettrodomestici 2022: soggetti beneficiari e
tipologia di acquisti
Potranno fruire del bonus mobili, secondo quanto previsto dalla Legge di
Bilancio 2022, i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione edilizia e
che acquistano mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A
per i forni, E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, F per i
frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista
l’etichetta energetica.
Non è stata estesa la possibilità di optare per la cessione del credito e lo
sconto in fattura in relazione al bonus mobili.
La Legge di Bilancio 2022, nel prorogare le due opzioni per la generalità dei
bonus casa, ha confermato l’esclusione per quel che riguarda la detrazione
per arredi ed elettrodomestici.
La detrazione riconosciuta, pari al 50 per cento delle spese sostenute, potrà
quindi essere fruita esclusivamente in sede di presentazione della
dichiarazione dei redditi.
La Legge di Bilancio 2022 conferma inoltre che si potrà accedere al bonus
mobili a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano
iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto.
Quindi, ai fini dell’accesso al beneficio della detrazione del 50 per cento per il
2022 è necessario che i lavori di ristrutturazioni siano iniziati dal 1° gennaio
2021.
Bonus mobili ed elettrodomestici 2022: elenco spese
detraibili al 50 per cento fino a 10.000 euro
Un elenco esemplificativo degli acquisti di ammessi è stato messa a
disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
Di seguito solo alcuni e esempi a titolo informativo:
● mobili e arredi: ad esempio letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie,
tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi,
apparecchi di illuminazione;
● grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni,
alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla
classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le
quali sia prevista l’etichetta energetica. Vi rientrano anche apparecchi di
cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche,
apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori
elettrici, apparecchi per il condizionamento.
Quali lavori di ristrutturazione danno diritto al bonus mobili:
elenco ed esempi
Sempre da parte dell’Agenzia delle Entrate sono giunti, a più riprese,
chiarimenti in merito ai lavori di ristrutturazione che consentono di fruire del
bonus mobili.
Seguendo queste indicazioni possiamo quindi dire che è riconosciuta la
detrazione IRPEF del 50 per cento per la spesa di acquisto di mobili ed
elettrodomestici connessa alle seguenti attività:
● manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo,
ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione
ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e
soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni,
rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus;
● ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi
calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
● restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia,
riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o
ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi
dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
● manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e
risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni del
condominio.
È necessario, però, evidenziare un aspetto: per agli appartamenti privati il
bonus non spetta in ipotesi di manutenzione ordinaria, quale tinteggiatura di
pareti e soffitti o sostituzione di pavimenti o sostituzione di sanitari o
rifacimento di intonaci interni.
Ecco, quindi, una lista esemplificativa dei lavori di ristrutturazione per i quali è
possibile accedere al bonus mobili ed elettrodomestici nel 2022:
● Manutenzione straordinaria: installazione di ascensori e scale di
sicurezza, realizzazione dei servizi igienici, sostituzione di infissi esterni
con modifica di materiale o tipologia di infisso, rifacimento di scale e
rampe, realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate,
costruzione di scale interne, sostituzione dei tramezzi interni senza
alterazione della tipologia dell’unità immobiliare.
● Ristrutturazione edilizia: modifica della facciata, realizzazione di una
mansarda o di un balcone, trasformazione della soffitta in mansarda o
del balcone in veranda, apertura di nuove porte e finestre, costruzione
dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.
● Restauro e risanamento conservativo: adeguamento delle altezze dei
solai nel rispetto delle volumetrie esistenti, ripristino dell’aspetto
storico-architettonico di un edificio.
Un altro punto importante, per le parti comuni di edifici condominiali il bonus
mobili spetta anche in caso di lavori di manutenzione ordinaria, come:
● tinteggiatura pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di
infissi esterni, rifacimento di intonaci, sostituzione tegole e rinnovo delle
impermeabilizzazioni, riparazione o sostituzione di cancelli o portoni,
riparazione delle grondaie, riparazione delle mura di cinta.
Bonus mobili 2022: detrazione fiscale in 10 anni mediante 10
rate di pari importo
Il bonus mobili 2022 può essere richiesto per un importo massimo di 10.000
euro di spesa e le agevolazioni consistono in una detrazione del 50 per cento
del costo sostenuto, da ripartire in 10 rate tra gli aventi diritto.
Per beneficiarne è essenziale inserire le spese che si sono sostenute
all’interno della dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico) e, a
quel punto, la detrazione verrà riconosciuta nella forma di rimborso fiscale
IRPEF.
Ma attenzione: l’indicazione degli importi di spese nella dichiarazione dei
redditi costituisce condizione necessaria ma non sufficiente ed è soltanto uno
degli adempimenti per richiedere il bonus.
Ecco, quindi, che sarà necessario avere cura di eseguire i pagamenti
esclusivamente nelle modalità idonee bisognerà trasmettere la comunicazione
ENEA per l’acquisto di elettrodomestici.
Bonus mobili ed elettrodomestici 2022: detrazioni fiscali solo
con bonifico parlante o strumenti di pagamento tracciabili
Le modalità di pagamento di cui sopra, si ricorda, sono quelle indicate
dall’Agenzia delle Entrate: pagamenti con bonifico, carta di debito o carta di
credito.
Viceversa, non è ammessa la detrazioni per gli acquisti pagati con assegni,
contanti e altri mezzi di pagamento.
E ancora, se il pagamento è disposto con bonifico bancario o postale, si deve
utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e
Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.
Si ricorda, inoltre, che le stesse modalità devono essere utilizzate anche per il
pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.
Infine, è dato chiarire che in ipotesi di pagamento con carte di credito o carte
di debito la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da
parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di
addebito sul conto corrente.
Bonus mobili ed elettrodomestici 2022: documenti e
dichiarazione ENEA
Tra gli oneri del cittadino, poi, si raccomanda, assolutamente, la
conservazione dei documenti necessari a richiedere il bonus, ovvero:
● ricevuta del bonifico;
● ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o
di debito);
● documentazione di addebito sul conto corrente;
● fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità
dei beni e dei servizi acquisiti.
In egual misura condizione necessaria al riconoscimento del beneficio è l’invio
è della comunicazione all’ENEA.

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