Investire in startup e PMI innovative: le agevolazioni che hanno contribuito a sfondare il tetto di 1 miliardo di euro

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Investire in startup e PMI innovative: le
agevolazioni che hanno contribuito a sfondare
il tetto di 1 miliardo di euro

di Cristina Crupi

In Italia per la prima volta in assoluto si è sfondato il tetto di un miliardo
di euro d’investimenti in startup e PMI innovative e il 2021 termina con
una impennata negli investimenti.
FINALMENTE LA BUONA NOTIZIA È ARRIVATA
In Italia per la prima volta in assoluto si è sfondato il tetto di un miliardo di euro
d’investimenti in startup e PMI innovative. Il 2021 termina con una impennata
negli investimenti. Un vero e proprio boom che accorcia le distanze da altri
ecosistemi considerati più floridi del nostro.
Ma cosa è successo di diverso? È accaduto che finalmente il sistema è
maturo, finalmente tutti gli attori del processo credono nel potere
dell’innovazione e – ciascuno nel suo – mette in campo azioni concrete. A
contribuire certamente sono state anche le misure messe in campo nel 2021
dal Governo. L’incentivo del MISE, avviato nel marzo 2021, che prevede la
concessione di un credito d’imposta del 50% in favore delle persone fisiche
che investono nel capitale di queste imprese, nei limiti delle soglie fissate dal
regime de minimis.
L’iniezione di ulteriori 2 miliardi messi a disposizione per il Fondo Nazionale
Innovazione certamente hanno contributo a sostenere bene l’ecosistema. E
ancora nel 2021 ha visto la luce il decreto che rende operativo il Fondo per le
piccole e medie imprese creative istituito presso il Ministero. Per questa
misura sono disponibili risorse pari a 20 milioni di euro, confermati anche per il
2022, per un totale di 40 milioni di euro. E ancora nel 2021 è stato firmato il
decreto attuativo che promuove la costituzione o la trasformazione in società
benefit d’imprese presenti sul territorio nazionale mettendo a disposizione
complessivamente 10 milioni euro, di cui 7 milioni per il credito d’imposta e 3
milioni per attività di promozione.
Dall’altro lato gioca un ruolo fondamentale la qualità delle nostre startup che –
contrariamente a quanto dicono i detrattori – è sempre più marcata,
dimostrandosi capaci di attrarre investimenti considerevoli.
E così finalmente gli investitori iniziano a fare sul serio.
Ma vediamo meglio chi sono gli investitori e quali vantaggi hanno nell’investire
in startup e PMI innovative.
Due le macro tipologie di investitori, i cd “qualificati” e i cd “non qualificati”.
Nella prima categoria rientrano tutti coloro che investono in modo strutturato e
con finalità di guadagno. Sono i Venture Capital, le grandi imprese, gli
incubatori, i fondi di investimento ecc. Nella seconda rientrano, invece, tutti
colori, Business Angel e privati, che investono per filantropia, per il piacere di
contribuire – anche con poco – alla crescita di una società e, più in generale, al
processo d’innovazione del Paese.
La normativa italiana dedicata alle startup Innovative prevede incentivi fiscali
per tutti i soggetti che vogliano effettuare investimenti nel capitale sociale
d’imprese qualificate come startup o PMI Innovative, siano essi soggetti
IRPEF oppure IRES.
AGEVOLAZIONI PER PERSONE FISICHE
Le persone fisiche (fiscalmente IRPEF) hanno la possibilità di detrarre nella
dichiarazione dei redditi annuale un importo pari al 30% di quanto investito nel
capitale sociale di una startup innovativa, purché sia mantenuto l’investimento
almeno per 3 anni.
In questo periodo è garantito il mantenimento dell’agevolazione anche qualora
la società dovesse perdere la qualifica di startup innovativa. Il limite
quantitativo massimo dell’investimento per la detrazione è fissato in 1.000.000
di euro annui.
Con l’entrata in vigore del cd. Decreto Rilancio (DL. 19 maggio 2020 n. 34)
per le sole persone fisiche – e non per le persone giuridiche – è prevista una
detrazione al 50% fino a 100.000 euro d’investimento, mentre, per la parte
eccedente tale somma restano valide le detrazioni al 30%.
(Ad esempio: se investo in una startup € 150.000,00 avrò diritto a una
detrazione del 50% per 100.000,00 e a una detrazione del 30% per i restanti
50.000.) Questa è in vigore dal 19 maggio 2020 e non è retroattiva, pertanto è
valida per le sottoscrizioni effettuate dopo questa data.
Per usufruire delle agevolazioni suddette occorre presentare il modello
Persone Fisiche, e non il modello 730, e alla voce “Detrazioni per investimenti
in startup” bisognerà inserire i dati della startup o della PIMI e la tipologia
d’investimento – diretto o indiretto – ovvero effettuato mediante un organismo
d’investimento collettivo oppure mediante società di capitali che investe
prevalentemente in startup, bisognerà indicare anche l’ammontare
dell’investimento agevolabile e il codice identificativo dell’investimento.
AGEVOLAZIONI PER PERSONE GIURIDICHE
Le persone giuridiche (fiscalmente IRES) che investono in startup innovative
hanno la possibilità di escludere dal reddito imponibile un importo pari al 30%
di quanto investito nel capitale sociale di una o più start up. Il limite massimo
d’investimento consentito rimane pari a euro 1.800.000 annui e, così come
per le persone fisiche, è richiesto il mantenimento dell’investimento per
almeno tre anni ed è garantito il mantenimento dell’agevolazione anche
qualora la società dovesse perdere la qualifica di startup innovativa in questo
arco di tempo.
Le società per usufruire dell’agevolazione dovranno compilare il modello
Redditi SC e inserire gli importi investiti nella startup o nella PMI innovative
nel quadro RS dal rigo “RS 160” a “RS 179”.
INVESTIMENTI DIRETTI O TRAMITE ALTRI ORGANISMI
Vale la pena chiarire che la detrazione è riconosciuta sia che l’investimento sia
effettuato senza intermediazione sia che sia effettuato tramite OICR (ovvero
organismi d’investimento collettivo del risparmio) oppure tramite SICAV
(ovvero società d’investimento a capitale variabile). A rilevare è solo la
distinzione tra l’essere investitore IRPEF o IRES, non rileva invece lo
strumento con il quale si effettua l’investimento. Le agevolazioni quindi
restano quelle sopra descritte sia che si investa direttamente in una startup
sia che si investa tramite piattaforme di crowdfunding (regolate dal
Regolamento Europeo) o altri metodi intermediati.
AZIONI CHE COMPORTANO (E NON) LA DECADENZA
DELL’AGEVOLAZIONE
L’investitore – sia esso soggetto IRPEF o IRES – può decadere dal diritto alle
agevolazioni suddette se, entro 3 anni dalla data in cui ha effettuato
l’investimento – si verifica una delle seguenti condizioni:
● la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle quote ricevute in
cambio dell’investimento effettuato;
● la riduzione di capitale e/o la ripartizione di riserve o altri fondi costituiti
con sovraprezzo di emissione delle azioni o quote delle start-up
innovative;
● il recesso o l’esclusione degli investitori.
In caso di decadenza dall’agevolazione, il beneficiario dovrà riversare, in sede
di dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui ha effetto la decadenza,
l’ammontare dell’agevolazione nella misura del risparmio d’imposta, oltre agli
interessi
Non comportano, invece, la perdita dell’agevolazione:
● il venir meno della qualifica di startup innovativa per decorrenza dei
cinque anni dalla costituzione della società, per il superamento della
soglia di € 5.000.000 (cinque milioni) del valore della produzione annua
o per l’ammissione alla quotazione su un sistema multilaterale di
negoziazione.
AGEVOLAZIONI PER ACQUISIZIONE COMPLETA DI UNA STARTUP
Il Decreto Rilancio introduce un’agevolazione volta ad aumentare le exit,
ovvero per invogliare le società a decidere di acquisire l’intero capitale sociale
di una startup innovativa.
In ottica di open innovation si cerca di agevolare sempre più le imprese ad
acquisire dall’esterno idee e competenze tecnologiche e in particolare proprio
dalle startup. È concessa quindi alle società una deduzione IRES del 50%,
maggiorata dal precedente 30%, a condizione che l’intero capitale sociale
acquisito sia mantenuto per almeno tre anni.
CONSIGLI PRATICI
Al termine di questa panoramica sulle agevolazioni previste per chi investe in
startup innovative è opportuno segnalare – sopratutto agli investitori privati cd.
“non qualificati” – l’opportunità di prendere visione di tutte le informazioni sul
sito della Consob “Guida all’investimento”, trattandosi comunque
d’investimenti ad alto rischio. È consigliabile anche rivolgersi a un
professionista sopratutto per la documentazione da produrre per usufruire
delle agevolazioni.

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