Franco Bettoni (Presidente INAIL): «Dopo la fase pandemica assistiamo ad una drammatica recrudescenza degli infortuni e delle morti sul lavoro “tradizionali”»

Franco Bettoni (Presidente INAIL): «Dopo la
fase pandemica assistiamo ad una drammatica
recrudescenza degli infortuni e delle morti sul
lavoro “tradizionali”»

I dati appena diffusi evidenziano una riduzione della forbice tra il 2021 e il
2020 relativamente ai decessi avvenuti sui luoghi di lavoro: i casi mortali,
infatti, passano dal -6,2% della rilevazione di agosto all’attuale -1,8%.
Sul fronte pandemico, nei primi nove mesi di quest’anno, l’incidenza media
delle infezioni da coronavirus sul totale delle denunce pervenute all’Inail è
scesa a 1 su 12, mentre l’anno scorso era 1 su 4. Per i decessi invece,
sempre nello stesso periodo, le incidenze sono passate da 1 su 3 del 2020 a
1 su 5 del 2021.
“Le statistiche dimostrano – commenta il Presidente dell’Inail, Franco Bettoni
– che si stanno attenuando gli effetti della pandemia sull’andamento
infortunistico. Se, infatti, nel 2020 l’emergenza sanitaria ha comportato la
riduzione dell’esposizione a rischio per gli eventi “tradizionali” e in itinere, a
causa delle chiusure forzate e poi del rallentamento di molte attività
produttive, del ricorso al lavoro agile con le conseguenti limitazioni alla
circolazione stradale, facendo registrare l’emersione degli infortuni da covid
19, adesso assistiamo ad una drammatica recrudescenza degli infortuni e
delle morti sul lavoro “ordinari”.
Significativa è anche la ripresa degli incidenti in itinere a conferma del “rischio
strada”: in particolare, i decessi avvenuti nel tragitto di andata e ritorno tra
l’abitazione e il luogo di lavoro, sono infatti passati dai 151 casi del 2020 ai
179 casi nei primi nove mesi del 2021 (+18,5%).
I numeri – continua Bettoni – sono tornati ad essere preoccupanti anche al
netto dei contagi professionali da covid, ed è dunque doverosa una
riflessione.
Le nuove sfide nella gestione della sicurezza vanno affrontate
responsabilmente. Va migliorata e resa efficace la valutazione dei rischi in
modo che le azioni di prevenzione siano idonee e specifiche; la formazione
deve essere percepita come un percorso educativo nell’ottica del
miglioramento delle competenze dei lavoratori affinché questi siano in grado
di fronteggiare i pericoli, di usare correttamente le attrezzature di lavoro, di
assumere piena consapevolezza delle mansioni nell’ambito del processo
produttivo.
L’Inail potrà a riguardo rivestire un ruolo centrale per la compiuta ripresa delle
attività produttive che deve necessariamente avvenire in accordo con le
ragioni di tutela della sicurezza e della dignità umana”.

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