FISCO – In dirittura d’arrivo la legge delega fiscale

In dirittura d’arrivo la legge delega fiscale


di Francesco Paolo Fabbri
Nell’attesa del licenziamento definitivo del testo che incarnerà le linee guida
per la riforma del sistema fiscale, iniziano a delinearsi i tratti fondamentali di
quella che molti “attori” del sistema fiscale – operatori, mondo accademico,
associazioni di categoria e la stessa Amministrazione finanziaria – si
auspicano possa rappresentare un deciso rinnovamento dell’ordinamento
tributario.
A strettissimo giro, ci si aspetta l’approvazione definitiva della legge delega
fiscale (per una panoramica di quanto emerso in proposito negli ultimi mesi si
vedano gli articoli Delega fiscale: gli interventi in materia di reddito di impresa
e di accertamento del 4 aprile 2023, Commercialisti e associazioni di
categoria: delega fiscale progetto ambizioso e strutturale e Delega fiscale
incontro a palazzo Chigi del 16 marzo 2023). Il testo che verrà esaminato alla
Camera giunge dopo un percorso particolarmente spedito vista la necessità,
fatta presente dal Viceministro Leo, non solamente di allineare il nostro
sistema fiscale all’entrata in vigore della “global minimum tax”, a partire dal
01/01/2024, bensì anche di rafforzare il contenzioso tributario riducendo le
tempistiche delle liti (obiettivo riconducibile al PNRR).
I punti principali della riforma, che verranno poi traslati nei vari Decreti
Legislativi da emanarsi a tal fine, avranno a che vedere, come di fatto ormai
noto, con alcuni dei “pilastri” dell’ordinamento fiscale come:

  1. la lotta all’evasione, rispetto alla quale vi è l’auspicio di un maggiore
    confronto tra Fisco e contribuente nell’ottica della maggiore
    “compliance” e stimolo ad un più frequente ricorso all’adempimento
    spontaneo (Riforma fiscale: mai più evasione dell’11 febbraio 2023);
  2. il taglio della pressione fiscale, immancabile aspirazione di ogni
    esecutivo ma che configura, tuttavia, rappresenta lo scoglio più
    significativo contro il quale si infrangono le aspettative dei diversi
    governanti, vista la ristrettezza delle risorse disponibili al riguardo;
  3. la semplificazione degli adempimenti, altro tema che da sempre anima
    le più accese discussioni a livello mediatico – in particolare nell’ambito
    professionale, laddove nel corso del tempo è stato denunciato, in
    maniera pressoché continuità, un appesantimento non più sostenibile
    dei vari “compiti” che i cittadini, e ancor più gli operatori economici, sono
    tenuti a effettuare a favore dell’Amministrazione finanziaria nelle più
    svariate circostanze (Calendario fiscale da rivedere, sì, ma come? del
    21 marzo 2023);
  4. l’introduzione dei testi unici, in modo da garantire la piena attuazione
    dei principi fondanti della delega, pur con una particolare attenzione al
    potenziamento della tutela del contribuente (come da relativo Statuto –
    Delega fiscale: commercialisti, valutare l’istituzione del garante
    nazionale dei contribuenti del 12 maggio 2023);
  5. lo sviluppo dell’apparato tecnologico e delle banche dati ad oggi
    disponibili, per rendere maggiormente proficua la mole di dati a
    disposizione del Fisco, data dalle fatture e dagli scontrini elettronici,
    dalle informazioni sulle liquidazioni IVA periodiche eccetera.
    Tra i vari – e ambiziosi – propositi del testo che verrà, per l’appunto a breve,
    discusso nell’ultimo passaggio parlamentare spicca comunque il comparto
    accertativo/sanzionatorio, che necessita senz’altro di una decisiva svolta;
    quanto detto soprattutto in considerazione delle recenti (e più volte riproposte)
    misure di “tregua fiscale”, che minano il corretto svolgersi di una sana
    relazione tra Stato e contribuente e che vengono utilizzate come sostanziale
    pretesto, da parte delle opposizioni, per dare corso al dibattito politico in
    proposito.
    E d’altronde, come più volte ribadito sulla stampa specializzata (Accertamento
    tributario: legge delega, false illusioni dell’ 11 aprile 2023), in presenza di una
    periodica reintroduzione di norme che sgravano le penalità per chi si ha
    commesso – anche solo potenzialmente – degli illeciti fiscali, o che si trova
    coinvolto in una lite che li riguarda, ciò che si produce è un incentivo (seppur
    indiretto) alla resistenza rispetto alle pretese amministrative, nell’attesa di “un
    futuro condono”. Cosa che, peraltro, non vale più solamente a livello erariale,
    bensì anche per le entrate locali.
    Pare quindi tutto pronto, se non altro, per l’inizio dei “veri lavori” sulla riforma.
    Lavori che verranno impostati sulla base del c.d. Modello Visentini, con un
    coinvolgimento il più possibile ampio di tutti i soggetti interessati da quanto
    verrà disposto con i decreti attuativi, e che possono evidentemente fornire il
    proprio contributo a questo riguardo (Fiscal Focus per la riforma fiscale del 21
    aprile 2023 e Fisco: Commercialisti, apprezzamento per bozza delega dell’11
    marzo 2023).

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