AUTOTRASPORTO – Unatras dopo l’ incontro con il Viceministro Trasporti: “Risposte insufficienti, il governo non ha compreso la gravità della situazione”

AUTOTRASPORTO – Unatras dopo l’ incontro con il Viceministro dei Trasporti: “Risposte insufficienti, il governo non ha compreso la gravità della situazione”

TRASPORTI – LOGISTICA – MOBILITÀ

“Pur apprezzando la disponibilità al confronto da parte del Viceministro Bellanova, valutiamo le dichiarazioni del Governo non adeguate allo stato di difficoltà in cui versa il settore”. Questa la posizione di Unatras, il coordinamento delle maggiori associazioni dell’autotrasporto in Italia presieduto da Amedeo Genedani, già Presidente nazionale di Confartigianato Trasporti, al termine dell’incontro di questa mattina, convocato per chiedere interventi urgenti che siano in grado di stemperare le tensioni che stanno coinvolgendo il settore, alle prese con problematiche di varia natura che rischiano di metterlo in ginocchio.

“In una situazione di forte crisi come quella attuale ­­– dichiara Unatras –, sarebbe stato necessario fornire soluzioni immediate e avere risposte precise e concrete, al fine di scongiurare iniziative, anche spontanee, da parte della categoria, che probabilmente in alcune zone potrebbero essere organizzate in forma autonoma”.

Il coordinamento delle associazioni dell’autotrasporto, riunite sotto la sigla Unatras, ha già convocato per lunedì 21 febbraio il Comitato esecutivo per valutare e assumere iniziative necessarie e conseguenti allo stato di crisi in cui versa il settore, e che il Governo sembra non aver ancora compreso. Unatras nonostante l’insoddisfazione per la mancanza di certezze, attende che già nelle prossime ore il Governo riesca ad trovare soluzioni emergenziali.

“Il Governo – scrive Unatras – deve saper scegliere se la sicurezza è un valore sempre applicabile oppure se a prevalere debbano essere gli interessi economici di taluni che scaricano sulle imprese di autotrasporto le loro inefficienze”.

Quello che si è abbattuto sul mondo dell’autotrasporto viene definito un vero e proprio ciclone. Il malcontento è diffuso nei territori, tra le imprese, e sta generando fenomeni di rabbia che rischiano di sfociare in proteste incontrollate, avvertono le associazioni di settore.

“C’è il rischio concreto che sia più conveniente spegnere i motori anziché continuare a viaggiare – aggiunge Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona –. La situazione è allarmante. Il settore è fondamentale per l’economia italiana: nel nostro Paese oltre l’80% delle merci viaggia su gomma, e i nostri mezzi nelle fasi peggiori della pandemia hanno continuato a viaggiare garantendo l’approvvigionamento dei beni primari. Purtroppo, migliaia di operatori sono da un anno e mezzo alle prese con il rincaro dei carburanti, che negli ultimi mesi ha viaggiato ‘a mille’ e non accenna a placarsi. Ma non solo. Unatras ha chiesto un intervento urgente che stemperi la tensione favorendo le condizioni per una soluzione dei problemi attraverso: provvedimenti economici di sostegno alla categoria, quali crediti di imposta per i maggiori costi sostenuti per i carburanti, attingendo dal ‘tesoretto’ che ha incassato il Fisco sull’Iva pagata per le accise; la previsione di un meccanismo di adeguamento automatico per l’aumento del gasolio; la ripubblicazione aggiornata da parte del MIMS dei costi di esercizio che gravano sugli autotrasportatori; l’apertura del tavolo di lavoro permanente sulle regole di settore, per un’analisi approfondita che affronti  e scongiuri in particolare l’impatto fortemente negativo delle nuove norme comunitarie in tema di accesso al mercato,  e che al contempo garantisca le semplificazioni burocratiche e la revisione degli onerosi obblighi formativi per contrastare la carenza di conducenti”.

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