ALLARME RINCARI MATERIE PRIME – RIPRESA ECONOMICA A FORTE RISCHIO PER LE IMPRESE EDILI E DEL LEGNO -Intervento del Vice Presidente Vicario – Giorgio Buini – e del Segretario – Stelvio Gauzzi –

ALLARME RINCARI MATERIE PRIME – RIPRESA ECONOMICA A FORTE RISCHIO

“Sulle speranze di ripresa economica delle piccole imprese dopo la crisi socio economica dovuta alla Pandemia – affermano – Giorgio Buini  –  e Stelvio Gauzzi – rispettivamente Vice Presidente Vicario e Segretario di Confartigianato Imprese Perugia – incombe il continuo rialzo dei prezzi delle materie prime, che colpiscono, purtroppo, tutti i nostri comparti produttivi.”L’allarme arriva dalla Confartigianato che, attraverso il proprio Centro studi ha rilevato che ad aprile 2021 gli aumenti dei prezzi delle commodities  non energetiche sono aumentate del 33,4% rispetto ad un anno prima, con un’accelerazione dei rincari che a marzo di quest’anno si attestavano al +24% rispetto allo stesso mese del 2020.“Un’impennata – continuano Buini  e Gauzzi – che rischia di provocare un effetto dirompente sui costi sopportati dalle micro e piccolissime imprese manifatturiere dei nostri territori, per l’acquisto di beni necessari alla produzione.Nel dettaglio, l’aumento dei prezzi delle materie prime sta colpendo principalmente il comparto delle costruzioni e i settori manifatturieri di metallurgia, legno, gomma e materie plastiche, mobili, autoveicoli, prodotti in metallo e apparecchiature elettriche.“L’emergenza dei rincari delle materie prime nel settore costruzioni – proseguono ancora Buini e Gauzzi – e come ben evidenziato e denunciato dal Presidente di Anaepa Confartigianato – Arnaldo Redaelli – sta diventando ogni giorno più insostenibile per le imprese dell’edilizia, in particolare per le quelle artigiane e di piccole dimensioni, che rischiano di vedere compromessa la loro situazione lavorativa. Si tratta di una dinamica di mercato ingiustificata e incontrollata che pesa negativamente in un contesto già in forte sofferenza nell’ultimo anno a causa dell’emergenza sanitaria, e prima ancora dalle conseguenze legate al sisma del 2016. Sia i contratti pubblici che quelli privati rischiano di non risultare più economicamente sostenibili da parte delle nostre imprese, nonostante gli enormi sforzi per far fronte agli impegni assunti. Negli appalti pubblici, l’attuale Codice non prevede adeguate revisioni prezzi mentre andrebbe reintrodotto, come nel passato, il meccanismo di compensazione alle imprese in caso di aumenti dei materiali superiorial 10%  accertati dal direttore dei lavori, in base al DL n. 162/2008.Per quanto concerne invece i lavori privati – concludono il Vice Presiente Vicario – Giorgio Buini – ed il Segretario – Stelvio Gauzzi –  è auspicabile una revisione rapida e univoca dei prezzari regionali, con un adeguamento che possa tutelare imprese e committenza già legate a preventivi e/o a contratti stipulati. Ci appelliamo pertanto al Governo e alle Istituzioni preposte affinché mettano in campo misure urgenti ed efficaci.Non va neanche sottovalutato il rincaro della materia prima legnosa e dei semilavorati, che  stanno creando grandi difficoltà ai settori del serramento e dell’arredo. Purtroppo dipendiamo troppo dalla materia prima straniera che è sottoposta a continue bolle speculative. Dobbiamo ridare mercato al legname nazionale e riportare nel giusto alveo le importazioni di legname dall’estero. Solo così possiamo rafforzare la nostra filiera foresta legno, le imprese e le comunità che vi operano”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *