LAVORO – SMART WORKING 2 – Smart working “semplificato” – Di Raimondo: “E’ positiva l’adozione del modello Tlc”

Smart working “semplificato”, Di Raimondo:
“Positiva adozione del modello Tlc

La direttrice di Asstel plaude all’emendamento al dl Sostegni Ter che
facilita anche nel new normal le modalità di comunicazione dell’accordo
individuale sul lavoro agile: “Obiettivo il miglioramento di produttività,
qualità della vita, sostenibilità ambientale e parità di genere”
di L. O.
“Esprimiamo il nostro apprezzamento per la notizia della presentazione di un
emendamento al dl Sostegni Ter che conserva le modalità semplificate di
trasmissione delle comunicazioni relative allo svolgimento dello smart working
anche successivamente alla cessazione dello stato di emergenza”. Lo
dichiara Laura Di Raimondo, direttrice di Asstel- Assotelecomunicazioni,
secondo cui l’emendamento “va nella direzione, auspicata dalla filiera Tlc, di
semplificare le modalità di comunicazione dell’accordo individuale e agevolare
il percorso per rendere strutturale lo svolgimento della prestazione di lavoro in
modalità agile”.
Stesso modello adottato dalle Tlc
Si tratta di un modello di organizzazione del lavoro “utilizzato con successo
dalle imprese della filiera Tlc – spiega Di Raimondo – anche nella fase
dell’emergenza, e destinato a permanere in maniera strutturale nella next
normal. Siamo convinti che il lavoro agile consenta il miglioramento della
produttività, dell’equilibrio tra la qualità della vita e del lavoro, della
sostenibilità ambientale, della parità di genere, attraverso il consolidamento
dell’investimento sulle competenze innovative delle persone con la formazione
permanente”.
Cosa prevede l’emendamento
L’emendamento al decreto Sostegno ter del ministero del Lavoro, in relazione
al protocollo sottoscritto dalle parti sociali del 7 dicembre 2021, consente alle
aziende di conservare in sede i testi degli accordi individuali senza doverli
spedire in formato Pdf. Resta obbligatoria la comunicazione (sia per l’inizio del
periodo di smart working sia per il rientro in sede) altrimenti è prevista una
sanzione da 100 a 500 euro per ogni dipendente.
L’obiettivo, in vista della conversione in legge del decreto che arriverà negli
ultimi giorni di marzo, è quello di dotare le aziende di un modulo standard per
una comunicazione telematica unica che non preveda di allegare i testi degli
accordi con i singoli dipendenti (non ci sarebbe proprio il tempo per metterli a
punto) che saranno poi stabiliti in base al contratto nazionale e al protocollo
del 7 dicembre.
Smart working, cosa ne pensano gli italiani
Lo smart working piace alla maggioranza dei lavoratori italiani. Ma
rimangono in campo una serie di nodi ancora da risolvere, sia sul fronte
pubblico sia su quello privato: diritto alla disconnessione e costi dell’energia
i problemi più urgenti sul tavolo. Emerge dal policy brief realizzato dall’Istituto
Nazionale per l’Analisi delle Politiche pubbliche (attraverso l’indagine
Plus).
Lavoro da remoto, le cifre dell’Italia
Prima della pandemia 2.458.210 occupati (pari all’11%) lavoravano da remoto.
Nel 2021 i lavoratori agili sono saliti a 7.262.999 (e la quota sul totale degli
occupati è balzata al 32,5%). Il 46% dei lavoratori, si legge nel report,
vorrebbe continuare a svolgere la propria attività in modo agile almeno un
giorno e quasi 1 su 4 tre o più giorni a settimana.

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