LAVORO E GIOVANI – Stop ai tirocini extracurriculari: si entra in azienda con il contratto di apprendistato

Stop ai tirocini extracurriculari: si entra in
azienda con il contratto di apprendistato

di Francesco Rodorigo – LAVORO
Stop ai tirocini extracurriculari in favore del contratto di apprendistato: il
Ministro Orlando è intervenuto sul tema nell’audizione del 6 aprile 2022
al Senato. Sono pronte nuove misure per valorizzare e tutelare i giovani
nel mondo del lavoro, 600 milioni di euro del PNRR serviranno per
potenziare il sistema di alternanza scuola-lavoro e 4,4 miliardi per
rafforzare i programmi che favoriscono lo sviluppo di competenze
Durante l’audizione al Senato del 6 aprile, il Ministro Orlando ha illustrato le
misure per riformare la disciplina in materia di tirocini extracurriculari.
Il contratto di apprendistato sarà la principale modalità di ingresso dei giovani
in azienda, mentre si va verso la definizione di specifiche fattispecie per le
quali sarà possibile attivare percorsi di tirocinio.
Il Ministro del Lavoro anticipa l’attuazione delle misure previste dalla Legge di
Bilancio 2022, con le nuove linee guida in materia di tirocini attese entro
giugno.
La principale novità riguarda la platea dei tirocini extracurriculari: i destinatari
saranno i soggetti che hanno maggiormente bisogno di una formazione
professionale. Le linee guida dovranno inoltre prevedere la corresponsione di
un’indennità congrua al tirocinante, la stesura di un bilancio delle competenze
e le sanzioni per l’uso illecito.
Inoltre, sono stati destinati 600 milioni del PNRR al rafforzamento del sistema
duale e 4,4 miliardi di euro per il potenziamento del programma GOL con
l’obiettivo di sviluppare competenze e favorire l’ingresso nel mondo del lavoro.
A queste misure si unisce il piano nazionale “Neet Working”, per ridurre il più
possibile l’aumento del numero di giovani non occupati e non impegnati in
percorsi di formazione.
Stop ai tirocini extracurriculari: si entra in azienda con il
contratto di apprendistato
Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, è intervenuto sul tema dei tirocini
nell’audizione del 6 aprile 2022 al Senato, sottolineando come la
disoccupazione giovanile sia arrivata a livelli molto alti con la pandemia
raggiungendo il 32,5 per cento e di come sia necessario implementare nuove
misure a tutela dei più giovani.
Il Ministro sottolinea come i tirocini extracurriculari siano una delle cause
principali dello stato di incertezza occupazionale in cui si trova la maggior
parte dei giovani italiani.
I dati mostrano infatti che dal 2014 al 2019 sono stati attivati quasi 2 milioni di
tirocini extracurriculari, un aumento che però non ha portato ad una crescita
delle competenze altrettanto importante, poiché spesso questo strumento è
utilizzato come inserimento in azienda e non come momento formativo.
Anche i dati del Programma Garanzia Giovani mostrano come il tirocinio
extracurriculare sia lo strumento più utilizzato tra quelli di politica attiva
previsti, mentre c’è stata una scarsa attivazione di contratti di apprendistato.
Il problema attuale, ribadisce Orlando, è che i tirocini vengono attivati nei
confronti dei giovani più qualificati, i quali potrebbero essere assunti con
contratti regolari.
Il tirocinio, sia curriculare che extracurriculare, deve essere utilizzato alla luce
delle sue potenzialità formative e non per assumere giovani già qualificati in
sostituzione del contratto. Il tirocinio, infatti, non costituisce un contratto di
lavoro e si presta più facilmente ad abusi.
Il Ministro anticipa quindi l’attuazione delle specifiche misure previste dalla
Legge di Bilancio 2022, che prevede l’emanazione entro il 30 giugno 2022 di
nuove linee guida in materia di tirocini extracurriculari in accordo con le
Regioni.
La norma prevede che i tirocini extracurriculari debbano essere circoscritti
ai soggetti più distanti dal mondo del lavoro, cioè quei soggetti che hanno
maggiormente bisogno di una formazione professionale.
Precludendo l’accesso ai tirocini si consentirà quindi lo spostamento verso
strumenti più stabili come il contratto di apprendistato, migliorando non solo la
qualità dell’occupazione giovanile ma anche la quantità.
Le linee guida dovranno inoltre prevedere:
● una congrua indennità da riconoscere al tirocinante;
● una durata massima per lo svolgimento del tirocinio;
● un limite al numero di tirocini attivabili a seconda delle dimensioni
dell’impresa;
● la definizione di livelli essenziali di formazione;
● la redazione di un bilancio delle competenze possedute prima di iniziare
e di quelle acquisite alla fine del percorso.
Per le imprese la possibilità di attivare nuovi tirocini sarà vincolata
all’assunzione con contratto regolare di una quota minima di tirocinanti.
Si ricorda invece che le sanzioni su indennità e utilizzo fraudolento dei
tirocini introdotte anch’esse dalla Legge di Bilancio 2022 sono applicabili già
da ora, senza dover aspettare l’accordo della conferenza Stato-Regioni sulle
linee guida.
Con la Legge di Bilancio, poi, è stato portato al 100 per cento l’esonero
contributivo per le imprese con meno di nove dipendenti che attivano contratti
di apprendistato finalizzati al conseguimento di un diploma di scuola
superiore.
Stop ai tirocini extracurriculari: con i fondi del PNRR
investimenti nella formazione
Il Ministro aggiunge inoltre che per limitare l’utilizzo abusivo del tirocinio e
mettere in risalto le sue potenzialità formative è necessario agire non solo
sulla domanda da parte delle aziende ma anche sull’offerta.
Limitando il tirocinio extracurriculare ai giovani che necessitano formazione
professionale viene meno la situazione per cui il tirocinio è attivato in
sostituzione del contratto di lavoro a favore di un giovane che ha già le
qualifiche per essere assunto. Nella maggior parte dei casi, poi, il tirocinio non
è finalizzato all’assunzione e si instaura un meccanismo di turnazione che
danneggia sia le persone sia l’azienda.
Per favorire la crescita delle competenze professionali già nel periodo di
transizione dalla scuola al lavoro il Ministero dedicherà 600 milioni del PNRR
al potenziamento del sistema duale (alternanza scuola-lavoro) con l’obiettivo
di formare i più giovani in vista dei contesti lavorativi.
Nello specifico le misure prevedono:
● l’ampliamento dell’offerta di apprendimento duale in tutta Italia;
● il rafforzamento in chiave di filiera dell’offerta formativa duale;
● spingere più imprese a utilizzare le modalità di apprendistato e a
potenziare la loro capacità formativa.
Sono previsti, inoltre, 4,4 miliardi di euro per il programma Garanzia di
Occupabilità dei Lavoratori (GOL) per attivare politiche rivolte ai giovani. In
particolare, la sperimentazione di nuovi strumenti per favorire una maggiore e
migliore integrazione tra l’offerta di lavoro da parte di giovani qualificati e la
domanda di competenze specifiche.
Infine, è stato adottato un piano nazionale denominato “Neet Working”, per
ridurre il più possibile l’aumento dei “Neet”, ovvero i giovani non occupati e
non impegnati in percorsi di formazione.
Il piano ha l’obiettivo di promuovere strategie di coinvolgimento e attivazione
di questa categoria, attraverso la collaborazione con i vari attori presenti sul
territorio, anche a livello locale. Per il progetto sono stanziati 20 milioni di euro
per attività e professionisti specifici nei Centri per l’impiego.
Nell’audizione è sottolineata anche la necessità di azioni concrete per quanto
riguarda i salari reali corrisposti ai giovani, per evitare che questi si ritrovino
costretti a cercare opportunità migliori all’estero, comportando gravi perdite
per la produttività del Paese.

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