Infortuni e malattie professionali. La relazione Inail al netto dei contagi da Covid-19 gli infortuni ‘tradizionali’ sono aumentati del 20% e i casi mortali di quasi il 10%. Crescono del 22,8% anche malattie correlate al lavoro

Infortuni e malattie professionali. La relazione InaiAl netto dei contagi da Covid-19 gli infortuni
‘tradizionali’ sono aumentati del 20% e i casi mortali
di quasi il 10%. Crescono del 22,8% anche malattie
correlate al lavoro


I dati sull’andamento infortunistico e tecnopatico, i risultati economici
conseguiti e le attività realizzate sui fronti della ricerca, della
prevenzione, della riabilitazione e degli investimenti sono stati presentati
oggi a Palazzo Montecitorio dal presidente Franco Bettoni. Gli infortuni
riconosciuti sul lavoro sono stati 349.643, il 17,5% dei quali avvenuti
“fuori dell’azienda”, cioè “in occasione di lavoro con mezzo di
trasporto” o “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il
luogo di lavoro_ LA SCHEDA
“La ripresa delle attività produttive dopo la pandemia deve proseguire in
accordo con l’esigenza primaria di garantire la salute e la sicurezza nei luoghi
di lavoro”. Lo ha detto questa mattina a Roma il presidente dell’Inail, Franco
Bettoni, in occasione della presentazione a Palazzo Montecitorio della
Relazione annuale 2021 contenente i dati sull’andamento infortunistico e della
malattie professionali.
Nel 2021 sono stati denunciati all’Inail poco più di 564mila infortuni sul
lavoro, in calo dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Questa diminuzione,
però, è dovuta esclusivamente alla contrazione dei contagi professionali da
Covid-19, che sono passati dai quasi 150mila del 2020 ai circa 50mila del
2021.
Nel 2020, in particolare, l’incidenza media delle denunce da nuovo
Coronavirus sul totale degli infortuni denunciati è stata di una ogni quattro,
mentre nel 2021 è scesa a una su 12. Le denunce di infortunio “tradizionale”,
al netto dei casi da Covid-19, nel 2021 hanno invece registrato un aumento di
circa il 20% rispetto al 2020.
Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati 349.643, il 17,5% dei quali
avvenuti “fuori dell’azienda”, cioè “in occasione di lavoro con mezzo di
trasporto” o “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di
lavoro.
Elevate le percentuali di riconoscimento della componente da Covid-19, pari a
circa l’88% nel 2020 e al 70% nel 2021, ma è importante tenere presente che
per la definizione finale delle conseguenze di un infortunio in termini di
menomazione, e a maggior ragione per quelli da contagio professionale,
occorre un adeguato periodo di tempo per la stabilizzazione dei postumi.
Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.361, con un
decremento del 19,2% rispetto al 2020. Come per gli infortuni in complesso,
anche in questo caso la contrazione è legata interamente ai decessi causati
dal contagio da Covid-19, passati dai circa 600 del 2020 ai circa 200 del 2021.
Nel 2020, in particolare, l’incidenza media dei decessi da Covid-19 sul
totale di tutti i casi mortali denunciati è stata di una denuncia ogni tre,
mentre nel 2021 è scesa a una su sei. Le denunce di infortuni mortali
“tradizionali”, al contrario, sono aumentate di quasi il 10% rispetto al 2020, sia
nella componente “in occasione di lavoro” che in quella “in itinere”. Gli infortuni
mortali accertati sul lavoro sono 685, di cui 298, pari al 43,5% del totale,
avvenuti “fuori dell’azienda” (57 casi sono ancora in istruttoria).
Dall’analisi dei dati del 2021 emerge anche un aumento notevole delle
denunce di malattia professionale in confronto al 2020, anno in cui il
fenomeno tecnopatico è stato fortemente condizionato dall’emergenza
epidemiologica.
Le patologie lavoro-correlate denunciate all’Istituto sono state poco più di
55mila, in crescita del 22,8% rispetto al 2020. Ne è stata riconosciuta la causa
professionale al 37,2% (il 5,6% è ancora in istruttoria). Le denunce riguardano
le malattie e non i lavoratori ammalati, che sono oltre 38mila, di cui il 40,3%
per causa professionale riconosciuta (quelli con malattie causate
dall’esposizione all’amianto sono 948).
I lavoratori deceduti nel 2021 con riconoscimento di malattia professionale
sono stati 820, il 23,6% in meno rispetto al 2020, di cui 154 per
silicosi/asbestosi

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