INCENTIVI E CONTRIBUTI – Green New Deal, domande dal 17 novembre: come prepararsi

Green New Deal, domande dal 17
novembre: come prepararsi


In collaborazione con Finanza.tech
Finanza e sostenibilità si incontrano nel nuovo incentivo riconosciuto
dal Ministero dello Sviluppo Economico: in cosa consiste e come
accedervi
Con il Green New Deal, il MiSE finanzia lo sviluppo di un’economia verde
erogando 750 milioni di incentivi alle imprese che vogliono investire in attività
di Ricerca & Sviluppo e di Industrializzazione che facilitino il
raggiungimento di precisi obiettivi di sostenibilità e circolarità.
Green New Deal: nuove risorse in campo
Sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e innovazione tecnologica
sono temi che da tempo occupano con decisione le agende del Governo. Lo
dimostra anche la struttura del PNRR, che ha identificato come prime due
missioni la digitalizzazione e la transizione ecologica, destinando un
investimento complessivo di quasi 100 miliardi, più della metà dell’importo
totale del Piano.
Se le opportunità sono interessanti, i tempi sono stretti e la documentazione
da preparare è corposa. In questo contesto, il supporto di un consulente
esperto in finanza agevolata può fare la differenza nell’assicurare alle
imprese l’ottenimento dei fondi, facilitando e velocizzando la preparazione dei
documenti necessari, senza rischiare di commettere errori che potrebbero
costare l’annullamento della pratica.
Quali sono i passaggi chiave per fare domanda di incentivi?
Il cronoprogramma relativo all’accesso al Green New Deal vede
sostanzialmente due scadenze chiave per le imprese che aspirano ad
accedere alle nuove risorse MiSE.
Dal 4 novembre è possibile avviare la procedura di precompilazione delle
domande, accreditarsi all’area riservata accessibile dal sito del Ministero,
procedere alla compilazione dei moduli e alla preparazione della
documentazione da allegare alla domanda.
Il 17 novembre è invece il giorno ufficiale di apertura degli sportelli: dalle
ore 10.00 tutte le imprese interessate potranno presentare le domande di
accesso al Fondo, in via unicamente telematica, utilizzando la procedura sul
sito dedicato: https://fondocrescitasostenibile.mcc.it.
Quali sono i documenti da presentare?
Vediamo di seguito quali sono i documenti necessari per l’accesso alle risorse
ministeriali in ambito Green New Deal.
● La domanda di agevolazione: un modulo da compilare con
tutte le informazioni anagrafiche e di contatto dei soggetti
coinvolti, dettagli contrattuali di collaborazione in caso di
domanda congiunta e tutte le specifiche relative al programma
presentato in termini di: tipologia, natura del progetto (nuovi
prodotti, servizi, processi o miglioramento degli esistenti),
obiettivo del Green and Innovation Deal che si vuole raggiungere
e tutti i costi previsti.
● La scheda tecnica: il secondo modulo entra più nel dettaglio
dell’impresa proponente, richiedendo di indicare dimensioni
dell’azienda, settore di attività, dati relativi al personale, al
fatturato e alla distribuzione dei costi del progetto per annualità.
● Il piano di sviluppo: il documento più articolato, che
approfondisce il progetto di ricerca e sviluppo presentato da un
punto di vista di ambito tecnologico e applicativo, di finalità, di
obiettivi, di costi e di tempistiche. Nel modulo andranno indicate
nel dettaglio tutte le attività previste dal programma, le risorse
umane coinvolte con specifica delle ore impiegate da ciascuno, i
risultati previsti e i tempi di realizzazione. Proprio sulle spese del
progetto e sulle risorse impiegate, il modulo in oggetto chiede un
ulteriore livello di dettaglio: nelle tabelle allegate devono essere
specificati i costi suddivisi per tipologia di attività e poi ripartiti per
regioni, vanno indicati l’impegno e il costo del personale
impiegato, l’ammortamento e il costo di attrezzature e
strumentazioni coinvolte e infine le immobilizzazioni relative al
progetto.
● Prospetto per il calcolo dei parametri dimensionali: questo
documento, necessario solo per i soggetti che si sono dichiarati
PMI, richiede le informazioni necessarie a determinare le
dimensioni dell’impresa
● Dichiarazione sostitutiva d’atto notorio relativa ai requisiti di
accesso: come si intuisce dal nome, il modulo richiede al
soggetto proponente di attestare la conoscenza e il possesso di
tutti i requisiti necessari per poter presentare la domanda.
● Attestazione, da parte della banca, di disponibilità a
concedere il finanziamento bancario: tale dichiarazione deve
essere resa disponibile dalla banca finanziatrice e redatta in
conformità con il modello definito nella convenzione disponibile
sul sito di CDP. Nel caso il finanziamento venga concesso da un
pool di banche, l’attestazione deve essere presentata dall’istituto
che svolge il ruolo di capofila.
Nel caso in cui il progetto sia presentato congiuntamente da più imprese, sarà
necessario allegare la stessa documentazione appena elencata, compilata
per ciascuno dei soggetti proponenti, con un’ulteriore aggiunta:
● copia del contratto di rete o di altra forma contrattuale di
collaborazione volta a definire una collaborazione stabile e
coerente tra tutti i soggetti proponenti.
Come si compila la modulistica?
Se è vero che la struttura dei moduli inizia a circolare in rete consentendo di
prepararsi con anticipo alle scadenze, è anche evidente come il livello di
dettaglio richiesto in ciascuno di essi ne renda piuttosto laboriosa la
compilazione. Specialmente sul computo dei costi previsti, delle risorse
impiegate, delle attrezzature coinvolte e dei relativi ammortamenti, può fare
la differenza farsi affiancare da un esperto in grado di interpretare
rapidamente le informazioni dei vostri progetti e riportarle in forma chiara e
dettagliata nella documentazione richiesta.
Mancano poco più di due mesi all’apertura degli sportelli e, per chi non è
avvezzo alla complessità delle pratiche di Finanza Agevolata, il tempo
potrebbe non bastare. Ma vediamo nel dettaglio a quali opportunità si può
avere accesso se ci si prepara adeguatamente.
Che cosa si intende per Green New Deal?
La misura segue le orme del piano introdotto nel 1929 dal presidente Franklin
Delano Roosevelt, per risollevare il paese dagli effetti della disastrosa
depressione che in quegli anni colpiva gli Stati Uniti.
Il New Deal di allora consisteva in un piano di riforme economiche e sociali
che prevedevano un deciso intervento dello stato nell’economia; tra esse,
riforme monetarie, programmi di impiego dei disoccupati, abrogazione del
proibizionismo, leggi sulla concorrenza e molto altro. Seppur oggetto di
numerose critiche, la misura portò risultati decisivi: dopo 8 anni, i due
principali parametri economici – PIL pro capite e indice di disoccupazione –
erano tornati ai livelli pre-crisi.
Oggi, il nuovo strumento presentato dal Ministero dello Sviluppo Economico
(Green New Deal) si presenta analogamente come un piano di incentivi per
finanziare progetti di ricerca e sviluppo e di industrializzazione per le PMI,
finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole
miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.
Quali progetti sono ammissibili?
I progetti di industrializzazione devono avere elevato contenuto di
innovazione e sostenibilità ed essere volti alla diversificazione della
produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero alla
trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno
stabilimento esistente.
La validità ed ammissibilità dei progetti, in questo ambito, viene misurata in
ottica green, come il nome lascia intendere; la creazione di prodotti o il
miglioramento di quelli esistenti devono portare al raggiungimento di risultati in
termini di sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico.
Nello specifico, i progetti proposti devono avere obiettivi coerenti con gli
ambiti di intervento del Green New Deal italiano, ovvero:
● decarbonizzazione dell’economia;
● riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con
materiali alternativi;
● economia circolare;
● turismo sostenibile;
● rigenerazione urbana;
● adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal
cambiamento climatico.
Chi può partecipare?
I beneficiari della misura sono imprese di qualsiasi dimensione che
esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e
centri di ricerca. I soggetti interessati possono presentare programmi, singoli o
congiunti, con importi progettuali che possono andare dai 3 ai 40 milioni di
euro. In caso di programma congiunto, è necessario presentarsi con un
formale accordo di collaborazione come il contratto di rete, il consorzio o
l’accordo di partenariato.
Ai fini dell’ammissibilità, la durata dei programmi deve essere non inferiore a
12 mesi e non superiore a 36 mesi.
Quali tipologie di agevolazioni sono concesse?
Le agevolazioni concesse alle imprese si presentano in due forme:
finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto.
I finanziamenti agevolati prevedono un importo pari al 60% dei costi di
progetto, accompagnati da finanziamenti bancari per il 20%. I contributi a
fondo perduto, invece, sono limitati a una percentuale massima delle spese
e dei costi ammissibili di progetto, nello specifico:
● del 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di
ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione
delle prestazioni di consulenza relative alle attività di
industrializzazione;
● del 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione
delle immobilizzazioni oggetto delle attività di
industrializzazione.
L’importo totale messo a disposizione dal MiSE, lo ricordiamo, è di 750
milioni di euro, così suddivisi:
● 600 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti
agevolati, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese
e gli investimenti in ricerca (FRI), di cui:
○ 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla
procedura a sportello;
○ 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla
procedura negoziale.
● 150 milioni di euro per la concessione dei contributi, di cui:
○ 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla
procedura a sportello;
○ 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla
procedura negoziale.
Un’opportunità per cui prepararsi con attenzione
Il Green New Deal si presenta come un incentivo di grande valore per
tantissime imprese italiane, ma è necessario muoversi rapidamente per
essere preparati a sottoporre le domande.
Anche l’attenzione e l’accuratezza nella compilazione dei moduli è
fondamentale; un’imprecisione può costare il mancato accesso a
un’agevolazione che potrebbe cambiare le sorti della propria impresa.
In caso di errore non sarà possibile porre rimedio: ciascun soggetto, sia in
forma singola che congiunta, può presentare nell’ambito di ciascuna delle due
procedure (a sportello e negoziale) una sola domanda di accesso alle
agevolazioni nell’arco temporale di 365 giorni. Le domande con i relativi
progetti vengono valutate secondo i dettami del Decreto direttoriale 23 agosto
2022 e processate con esito positivo o negativo, entro 90 giorni.
Se sei interessato ad accedere al Green New Deal e vuoi un supporto
concreto per preparare al meglio tutta la documentazione necessaria manda
un’email a katiaguida@finanza.tech e iscriviti al portale di Finanza.tech.

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