GIOVANI E LAVORO – Con la riforma degli ITS formazione più attrattiva per i giovani e utile per le imprese

Con la riforma degli ITS formazione più
attrattiva per i giovani e utile per le
imprese


di Daniela Garbillo
Con l’approvazione in terza lettura da parte della Camera dei deputati, è legge
la riforma organica degli Istituti Tecnici Superiori (ITS). Si tratta di uno dei
punti qualificanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per
l’Istruzione, un’azione strategica per rendere la formazione terziaria
professionalizzante più attrattiva per i giovani e per arricchire l’offerta anche in
risposta alle esigenze del tessuto produttivo dei territori e delle nuove
prospettive del mondo del lavoro e dell’economia.
Il sistema degli ITS, a undici anni dal suo avvio, rappresenta, infatti, un settore
efficace in termini di qualità dell’offerta formativa e di occupabilità: secondo i
dati del monitoraggio nazionale 2022, su 5.280 diplomati, l’80% (4.218) ha
trovato un’occupazione nel corso dell’anno 2021, nonostante le restrizioni e le
difficoltà causate dalla pandemia.
Soddisfatto il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Si conclude oggi l’iter di
una delle riforme più importanti del nostro PNRR. La legge definisce un
quadro strutturato e nazionale che rafforza la rete dei nostri ITS, garantendo il
rapporto diretto con i territori e i loro tessuti produttivi che ne rappresenta il
punto di forza. La riforma nel suo complesso consente di ampliare l’offerta
formativa per studentesse e studenti, con l’obiettivo di raddoppiare il numero
degli iscritti. La riforma è un passo avanti per il sistema di istruzione e per il
nostro sviluppo industriale”.
I punti salienti della riforma
Innazitutto con la riforma gli ITS acquisiscono il nome di Istituti tecnologici
superiori (ITS Academy) ed entrano a fare parte integrante del sistema
terziario di Istruzione tecnologica superiore.
Ai nuovi ITS è affidato il compito di potenziare e ampliare la formazione
professionalizzante di tecnici superiori con elevate competenze tecnologiche e
tecnico-professionali, per sostenere, in modo sistematico, le misure per lo
sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo del Paese.
Queste istituzioni avranno, inoltre, il compito di sostenere la diffusione della
cultura scientifica e tecnologica.
Possono iscriversi a questi percorsi giovani e adulti in possesso di un diploma
di scuola secondaria di secondo grado o di un diploma quadriennale di
istruzione e formazione professionale, unitamente a un certificato di
specializzazione dei corsi di istruzione e formazione tecnica superiore di
almeno 800 ore.
Potenziati i collegamenti col mondo del lavoro
Ogni ITS Academy farà riferimento a una delle specifiche aree tecnologiche
che saranno definite per decreto. L’offerta didattica sarà finalizzata alla
formazione di elevate competenze nei settori strategici per lo sviluppo del
Paese, coerentemente con l’offerta lavorativa dei rispettivi territori. Sicurezza
digitale, transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità sostenibile sono
alcuni degli ambiti che si vogliono potenziare.
I percorsi formativi saranno suddivisi in due livelli, a seconda del quadro
europeo delle qualifiche (European Qualification Framework – EQF): quelli di
quinto livello EQF, di durata biennale, e quelli di sesto livello EQF, di durata
triennale. Si articoleranno in semestri comprendenti ore di attività teorica,
pratica e di laboratorio.
L’attività formativa sarà svolta per almeno il 60% del monte orario complessivo
da docenti provenienti dal mondo del lavoro. Gli stage aziendali e i tirocini
formativi, obbligatori almeno per il 35% del monte orario, potranno essere
svolti anche all’estero e saranno adeguatamente sostenuti da borse di studio.
Un altro collegamento diretto tra le aziende e gli ITS è costituito dalla
possibilità, prevista dalla riforma, di un credito d’imposta nella misura del 30%
per le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle fondazioni ITS
Academy. Qualora l’erogazione sia effettuata in favore di fondazioni ITS
Academy operanti nelle province in cui il tasso di disoccupazione è superiore
a quello medio nazionale, il credito d’imposta sale al 60%.
Una nuova governance
Per dare vita a un nuovo ITS in una provincia sono necessari: almeno una
scuola secondaria di secondo grado della stessa provincia, con un’offerta
formativa attinente; una struttura formativa accreditata dalla Regione, situata
anche in una provincia diversa da quella sede della fondazione; una o più
imprese legate all’uso delle tecnologie di cui si occuperà l’ITS Academy; un
ateneo o un’istituzione dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica
(AFAM) o un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico o un Ente di
ricerca. Le istituzioni AFAM vengono equiparate alle università e non sarà più
obbligatoria la presenza degli Enti locali.
I requisiti e gli standard minimi per l’accreditamento delle nuove realtà
saranno definiti con decreto del Ministro.
I fondi e le campagne per sostenere la riforma
Il sistema terziario di Istruzione tecnologica superiore è finanziato con un
apposito Fondo presso il Ministero dell’Istruzione la cui dotazione è di
48.355.436 euro annui a decorrere dal 2022.
La riforma definisce anche misure per fare conoscere queste realtà formative
ai giovani e alle famiglie e per promuovere scambi di buone pratiche tra ITS
Academy. Sono previste campagne informative, attività di orientamento a
partire dalla scuola secondaria di primo grado, anche con l’obiettivo di favorire
l’equilibrio di genere nelle iscrizioni a questi percorsi. Vengono, inoltre,
costituite “reti di coordinamento di settore e territoriali”, per condividere
laboratori e favorire gemellaggi tra fondazioni di Regioni diverse.
Le reazioni
Soddisfazione per la riforma è stata espressa sia dal mondo scolastico sia da
quello produttivo.
Guido Torrielli, Presidente dell’Associazione ITS Italy, ha dichiarato in una
nota: “Dopo un lungo e articolato lavoro di preparazione e di rifinitura di
questa legge, possiamo finalmente dire con orgoglio che oggi è stato
formalizzato un vero e proprio modello italiano degli Istituti Tecnologici
Superiori. La riforma consentirà di dare avvio ai progetti legati ai fondi messi a
disposizione dal PNRR. Sarà necessario ora procedere con grande rapidità
sia sul fronte degli investimenti che sul piano dei decreti attuativi, così da
poter raggiungere gli obiettivi ambiziosi che l’intero sistema ITS si è dato e
soddisfare la grande domanda di specializzazione del sistema produttivo
italiano”.
“Oggi è una giornata storica per gli ITS. Inizia una nuova fase per l’intero
sistema educativo italiano che si dota finalmente di un segmento che è
sempre mancato, il livello di istruzione terziaria professionalizzante, quello che
in Europa tutti chiamano Higher VET e che ha fatto la fortuna di paesi
industriali come la Germania e la Francia”. Così Giovanni Brugnoli,
vicepresidente per il Capitale Umano di Confindustria, ha commentato
l’approvazione in via definitiva alla Camera della legge sugli istituti tecnici, che
istituisce il Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore. “Confindustria
ha dialogato a stretto contatto con Parlamento, Governo e Regioni per
affermare la necessità di rafforzare il link tra ITS e imprese, un link che in
questi 10 anni di sperimentazione ha dimostrato di funzionare e che ha
portato gli ITS ad avere ottimi risultati occupazionali. La riforma va in questa
direzione e rende strutturale un modello formativo dove le imprese
partecipano attivamente alla governance e alla didattica. È però ora
fondamentale la fase di execution: i decreti attuativi – ha concluso Brugnoli –
dovranno essere approvati in tempi rapidi, anche per intercettare al meglio le
risorse del PNRR”.

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