FORMAZIONE E LAVORO – Di ITS si parla e l’interesse cresce: il bilancio del ministro Bianchi

Di ITS si parla e l’interesse cresce: il
bilancio del ministro Bianchi


Per il ministro dell’Istruzione la riforma degli Istituti Tecnologici
Superiori (ITS Academy) “ha tolto la formazione tecnica superiore dalla
quasi clandestinità in cui era nascosta da anni”
di Riccardo Pieroni
“La riforma degli ITS ha tolto la formazione tecnica superiore dalla quasi
clandestinità in cui era nascosta da anni. Ora di ITS si parla e cresce
l’interesse di ragazzi, famiglie, imprese“. Dalle colonne de Il Sole 24 ore
(edizione di sabato 8 ottobre) il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha
tracciato un bilancio della sua esperienza a Viale Trastevere, in 18 mesi di
Governo Draghi.
Nel suo intervento, Bianchi cita gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy)
più volte: “essi sono la principale risposta al bisogno di ampliare l’offerta
formativa per studentesse e studenti e dare loro le competenze per affrontare
lo straordinario cambiamento dei sistemi produttivi che viviamo“. Secondo il
ministro “per vincere questa sfida servono fondazioni solide e una
strettissima collaborazione con aziende, scuole e università“.
Secondo il ministro Bianchi, sugli ITS nessuno dovrà più ripartire da zero
“I laboratori degli ITS, che stiamo per finanziare con un importante
intervento, devono trasformarsi in poli territoriali in cui non solo formare
giovani, ma anche rigenerare le conoscenze degli adulti. Poli cui possano
aderire, in primo luogo, gli istituti tecnici e professionali, potenziati con la
riforma di recente approvata che consente maggiore flessibilità nella didattica
e più aderenza alle vocazioni del territorio“, evidenzia Bianchi nel suo
intervento. “ITS, istituti tecnici e professionali, Cpia, orientamento non sono
spezzoni di riforma, ma una strategia unitaria e integrata che restituisce
dignità alla scuola tecnica e risponde ai bisogni del Paese e dei nostri
giovani“, aggiunge il ministro.
Nella parte finale del suo intervento Bianchi tira un po’ le somme e fotografa la
situazione odierna. “Affidiamo al nuovo governo un quadro di riforme e di
investimenti, una strategia pienamente operativa per l’innovazione e
valorizzazione della nostra scuola, che va conosciuta e apprezzata di più di
quanto distrattamente si compia in un Paese che finora non ha ancora
pienamente colto come educazione, crescita ed eguaglianza siano i veri
perni di uno sviluppo duraturo e democratico“.

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