EDILIZIA – Bonus ristrutturazione anche per i lavori in economia: come funziona per chi li esegue in proprio

Bonus ristrutturazione anche per i lavori in
economia: come funziona per chi li esegue in
proprio


di Anna Maria D’Andrea – IMPOSTE
Bonus del 50 per cento in caso di ristrutturazione anche per i lavori in
economia: per chi esegue gli interventi in proprio è l’Agenzia delle Entrate a
confermare le regole per l’accesso alla detrazione, con una nota riportata nella
circolare n. 28/E del 25 luglio 2022.
Via libera al bonus ristrutturazione del 50 per cento anche per i lavori in
economia.
L’Agenzia delle Entrate conferma con la circolare n. 28/E del 25 luglio 2022 la
possibilità per il contribuente di portare in detrazione le spese sostenute
anche in caso di interventi eseguiti in proprio.
Non si tratta di una novità, ma di una possibilità già avallata dal Fisco negli
anni d’avvio del bonus ristrutturazione, agevolazione che in caso di lavori di
riqualificazione del proprio immobile consente di beneficiare dello sgravio
IRPEF di metà della spesa sostenuta, entro il limite di 96.000 euro.
Bonus ristrutturazione anche per i lavori in economia: come
funziona per chi li esegue in proprio
È nell’ambito della raccolta di disposizioni normative e documenti di prassi sui
bonus edilizi, contenuta nella circolare n. 28/E del 25 luglio scorso, che
dall’Agenzia delle Entrate arriva la conferma circa la possibilità di accedere al
bonus ristrutturazione per i lavori in economia.
L’agevolazione IRPEF spetta al contribuente che esegue in proprio i lavori
limitatamente alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali utilizzati, anche
se effettuato prima dell’inizio dei lavori.
Il documento conferma quindi quanto indicato nella circolare n. 121/1998
e, successivamente, nella numero 122/1999.
In particolare, l’ultimo tra i documenti di prassi citati nella circolare sui bonus
edilizi ha specificato la possibilità per il contribuente di accedere alla
detrazione fiscale in caso di regolare invio della comunicazione di inizio lavori
e successiva effettuazione del bonifico alla ditta che aveva acquistato il
materiale per effettuare gli interventi in economia, avvenuto prima dell’inizio
lavori.
Come indicato dall’Agenzia delle Entrate infatti, l’accesso al bonus
ristrutturazione è subordinato:
“alla trasmissione del modulo di comunicazione prima di iniziare i lavori, ma
non prima di aver effettuato tutti i pagamenti. D’altra parte, alcuni di essi non
possono che essere precedenti all’invio del modulo, come, ad esempio, quelli
relativi alle pratiche di abilitazione amministrativa all’esecuzione dei lavori.”
Bonus ristrutturazione per i lavori in economia: detrazione del 50
per cento per le spese del materiale
È quindi chiaro che il contribuente che decide di effettuare lavori di
ristrutturazione in economia potrà accedere al bonus del 50 per cento
limitatamente alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali.
Non è rilevante la circostanza che il pagamento sia stato sostenuto
successivamente alla data di inizio dei lavori, non essendo questo un requisito
previsto per l’accesso al bonus ristrutturazione.
Diventa invece centrale rispettare regole e adempimenti che caratterizzano
l’agevolazione e, in merito al pagamento delle spese, si evidenzia che è
necessario utilizzare il bonifico dedicato sul quale è applicata la ritenuta
d’acconto dell’8 per cento, dal quale risultino le seguenti informazioni:
● la causale del versamento dalla quale si evinca che il pagamento è
effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno
diritto alla detrazione. Nel caso in cui, per mero errore materiale, siano
stati riportati i riferimenti normativi della detrazione per la
riqualificazione energetica, la detrazione può comunque essere
riconosciuta senza necessità di ulteriori adempimenti (Circolare
21.05.2014 n. 11/E risposta 4.5);
● il codice fiscale del beneficiario della detrazione (che può essere anche
diverso dall’ordinante il bonifico);
● il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale
il bonifico è effettuato.
La circolare n. 28/E dell’Agenzia delle Entrate evidenzia inoltre che per i lavori
rientranti nel recupero del patrimonio edilizio che comportano anche un
risparmio energetico è necessario l’invio della comunicazione ENEA, entro
90 giorni dalla data di ultimazione o del collaudo.
Bonus ristrutturazione per lavori in economia, via libera al bonus
mobili
Quel che appare evidente è quindi che non cambiano le regole per l’accesso
e la fruizione del bonus ristrutturazione, sia qualora gli interventi siano eseguiti
da un’impresa che nell’ambito del “fai da te”.
Una considerazione che porta quindi ad un ulteriore chiarimento: in caso di
lavori in economia è possibile accedere al bonus mobili, la detrazione del 50
per cento collegata al bonus ristrutturazione, e che per l’anno 2022 consente
di recuperare la metà della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 10.000
euro.
Arredi ed elettrodomestici rientrano quindi nell’elenco delle spese edilizie
agevolate dallo Stato, da inserire in dichiarazione dei redditi ai fini del
recupero della quota spettante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.