DICHIARAZIONI E ADEMPIMENTI – Sanatoria bonus ricerca e sviluppo, scadenza in arrivo: nuova proroga?

DICHIARAZIONI E ADEMPIMENTI – Sanatoria bonus ricerca e sviluppo,
scadenza in arrivo: nuova proroga?


di Tommaso Gavi
Sanatoria bonus ricerca e sviluppo, dopo la proroga del Decreto Aiuti ter
la scadenza si avvicina. In arrivo un nuovo rinvio oltre il 30 novembre?
La misura potrebbe arrivare con la legge di conversione del
provvedimento. I soggetti chiamati alla regolarizzazione e le informazioni
nella comunicazione all’Agenzia delle Entrate
Sanatoria bonus ricerca e sviluppo, dopo la proroga prevista dal Decreto Aiuti
ter, si avvicina la scadenza: i contribuenti che intendono attivare la procedura
di restituzione dei crediti d’imposta percepiti indebitamente hanno tempo fino
al 31 ottobre 2022.
Entro il termine indicato i soggetti devono provvedere alla comunicazione
all’Agenzia delle Entrate.
L’adempimento si riferisce alle agevolazioni maturate tra il 2015 e il 2019.
Un’ulteriore proroga potrebbe trovare spazio nella legge di conversione del
Decreto Aiuti ter: il rinvio potrebbe superare il prossimo 30 novembre o
arrivare al periodo di un anno.
Sanatoria bonus ricerca e sviluppo: si avvicina la scadenza
prorogata
Pochi giorni ancora per la scadenza della sanatoria del bonus ricerca e
sviluppo. Per chi ha percepito in modo indebito i crediti d’imposta e sceglie di
attivare la procedura per la restituzione delle somme c’è tempo fino alla fine
del mese.
Il precedente termine dello scorso 30 settembre era già stato oggetto di una
proroga al 31 ottobre 2022, stabilita dall’articolo 38 del decreto-legge numero
144 del 23 settembre 2022, ovvero il Decreto Aiuti ter.
A ridosso dell’adempimento si discute di una possibile proroga, che potrebbe
essere inserita all’interno della legge di conversione del provvedimento citato.
Ad anticiparlo è il Sole 24 Ore, che riferisce di una proroga che potrebbe
superare il prossimo 30 novembre 2022.
Il rinvio potrebbe essere addirittura di un anno ed essere previsto sia per la
domanda, sia per il versamento della prima rata.
Si dovrà tuttavia attendere la conclusione dell’iter parlamentare per avere
l’ufficialità della misura.
In attesa degli ulteriori sviluppi è importante ricapitolare quali sono gli elementi
che caratterizzano la comunicazione all’Agenzia delle Entrate per avviare la
procedura e chi può accedere alla possibilità di regolarizzazione.
Sanatoria bonus ricerca e sviluppo: regolarizzazione esclusa con
documenti falsi e fatture per operazioni inesistenti
In vista della scadenza, che potrebbe essere oggetto di una nuova proroga, è
opportuno chiarire chi può beneficiare della procedura che permette la
regolarizzazione.
Innanzitutto tale possibilità è preclusa nei seguenti casi:
● condotte fraudolente;
● simulazioni o utilizzo di documenti falsi e fatture per operazioni
inesistenti;
● mancanza di idonea documentazione per dimostrare il sostenimento
delle spese ammissibili.
Una zona grigia è rappresentata dai casi in cui l’Agenzia delle Entrate mette in
dubbio il requisito della novità dell’attività, che farebbe venire meno il diritto
all’agevolazione: tali casi non possono essere ritenuti inesistenti, tutt’al più
possono rientrare tra i crediti non spettanti.
Tali casi, quindi, dovrebbero poter rientrare tra quelli che aprono alla
possibilità di regolarizzazione della situazione.
Come già chiarito, le agevolazioni che possono essere regolarizzate sono
quelle maturate nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019.
Nella comunicazione all’Agenzia delle Entrate dovranno quindi essere
comunicati i seguenti dati:
● il periodo di maturazione del credito d’imposta;
● l’ammontare del credito oggetto di riversamento spontaneo;
● i dati e gli elementi richiesti a dimostrazione delle attività e delle spese
ammissibili.
Dopo il via libera dell’Agenzia delle Entrate gli importi potranno essere pagati
in massimo tre rate. I termini attuali sono fissati al 16 dicembre di ciascun
anno, ma potrebbero essere ridefiniti qualora fosse approvata ufficialmente
una nuova proroga della scadenza.

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