ANALISI E COMMENTI – REPowerEU, la strategia dell’Europa per un’energia più accessibile, sicura e sostenibile(e per ridurre la dipendenza dal gas russo)

REPowerEU, la strategia dell’Europa per
un’energia più accessibile, sicura e sostenibile
(e per ridurre la dipendenza dal gas russo)

di Michelle Crisantemi
Ridurre la dipendenza dalla Russia nella fornitura di gas, diversificare le fonti
di energia in un’ottica sostenibile e creare un mercato europeo in grado di
resistere a shock improvvisi mantenendo costi accessibili: sono questi gli
obiettivi di REPowerEU, l’azione comune europea per un’energia più
accessibile, sicura e sostenibile.
La strategia è stata presentata durante una conferenza stampa dal
Vicepresidente Esecutivo Timmermans e da Kardi Simson, Commissario “per
un’energia più accessibile, sicura e sostenibile nell’UE”.
REPowerEU ha l’obiettivo di diversificare le forniture di gas e ridurre la
dipendenza dai combustibili fossili. Questo consentirà all’UE di svincolarsi
dalla dipendenza russa in materia di energia, con un importante traguardo
da raggiungere già a fine 2022: ridurre di ben due terzi il gas importato dalla
Russia.
Inoltre, la Commissione ha anche presentato un piano per rispondere
all’emergenza nel breve termine, fornendo indicazioni su come prepararsi al
prossimo inverno anche nel caso che le forniture della Russia siano
totalmente tagliate.
Svincolarsi dalla dipendenza russa e contenere
l’innalzamento dei prezzi
L’UE rimane fortemente dipendente dalle importazioni di energia per la
produzione di energia e il riscaldamento. Questo è il caso in particolare per
quanto riguarda il gas, dove dipende dalle importazioni per il 90% del
consumo, e la Russia controlla oltre il 40% delle consegne nell’UE.
Questa dipendenza ha aggravato l’attuale situazione di prezzi elevati
dell’energia, che continua a colpire le famiglie e le imprese europee. Una
situazione che è destinata a perdurare ancora a lungo: secondo le attuali
previsioni, infatti, i prezzi di energia e gas dovrebbero rimanere alti e
volatili almeno fino al 2023.
L’attuazione delle proposte “Fit for 55” porterà già a una riduzione della
dipendenza dell’UE dal gas del 23% entro il 2030.
Tuttavia, viste le attuali tensioni geopolitiche tra i Paesi e le ripercussioni che
già si stanno verificando sui prezzi del gas, la Commissione ha ritenuto che
un’azione coordinata a livello europeo è necessaria per ridurre ulteriormente
la dipendenza dell’UE, rispondere agli shock del mercato e prepararsi per il
prossimo inverno.
Le fonti energetiche su cui punterà l’UE
Ridurre la dipendenza da un unico fornitore di gas fossile richiede la
diversificazione della fornitura di gas e l’utilizzo di tutto il potenziale delle
fonti energetiche verdi e a bassa emissione di carbonio.
Le azioni che rientrano in questo ambito di intervento sono dunque rivolte alla
diversificazione delle fonti, in particolar modo facendo leva su:
● gas naturale liquefatto. La fornitura di GNL all’UE ha raggiunto il picco
a gennaio. La Commissione continuerà a rafforzare i dialoghi con i
partner internazionali, basandosi sull’attuale quota dell’UE nella
fornitura globale di GNL di circa il 15%. Per quanto riguarda
specificamente le forniture di GNL, la Commissione e l’Alto
rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
discuteranno con i principali acquirenti mondiali di gas (Giappone,
Corea del Sud, Cina, India) le aspettative sullo sviluppo del mercato a
medio termine, al fine di evitare in futuro pratiche di mercato conflittuali,
che fanno aumentare il prezzo delle forniture energetiche per tutti.
● biometano, con l’obiettivo di aumentare la capacità di produzione
europea. Raddoppiare l’obiettivo di Fit for 55 per il biometano
porterebbe alla produzione di 35 miliardi di metri cubi (bcm) all’anno
entro il 2030. A tal fine, i piani strategici della PAC degli Stati membri
dovrebbero incanalare i finanziamenti verso il biometano prodotto da
fonti di biomassa sostenibili, tra cui in particolare i rifiuti e i residui
agricoli
● idrogeno, attraverso un Acceleratore per l’Idrogeno per aumentare la
capacità europea. Un ulteriore 15 milioni di tonnellate (mt) di idrogeno
rinnovabile in aggiunta alle 5,6 mt previste dal Fit for 55 può infatti
sostituire 25-50 bcm all’anno di gas russo importato entro il 2030. La
Commissione svilupperà ulteriormente il quadro normativo per
promuovere un mercato europeo dell’idrogeno e sostenere lo sviluppo
di un’infrastruttura integrata di gas e idrogeno, di impianti di stoccaggio
di idrogeno e di infrastrutture portuali
● energia solare, eolica e pompe di calore. Fit for 55 prevede il
raddoppio delle capacità fotovoltaiche ed eoliche dell’UE entro il 2025 e
la loro triplicazione entro il 2030, risparmiando 170 miliardi di centimetri
di gas all’anno entro il 2030. Accelerando la diffusione dei sistemi solari
fotovoltaici sui tetti fino a 15TWh quest’anno, l’UE potrebbe risparmiare
altri 2,5 bcm di gas. La Commissione presenterà a giugno una
comunicazione sull’energia solare, con l’obiettivo di aiutare a
sbloccare il potenziale dell’energia solare come una delle principali fonti
di energia rinnovabile nell’UE
Rimuovere gli ostacoli agli investimenti e accelerare le
procedure
“È giunta l’ora che iniziamo a considerare questi investimenti come questioni
di interesse pubblico prioritario” ha spiegato Simons nella conferenza
stampa, riferendosi agli investimenti in energie rinnovabili.
Gli Stati membri devono quindi assicurare che gli investimenti in energie
rinnovabili e infrastrutture correlate siano trattati secondo la procedura più
favorevole disponibile nelle loro procedure di pianificazione e autorizzazione.
Parallelamente, dovrebbero rapidamente mappare, valutare e garantire la
disponibilità di terreni e mari adatti per progetti rinnovabili – le cosiddette aree
RES (renewable energy sources) “go-to”–, evitando aree di valore
ambientale.
A maggio, la Commissione pubblicherà una raccomandazione sui permessi
veloci per i progetti di energia rinnovabile e lavorerà per sostenere l’uso di
tutte le flessibilità già concesse dalla legislazione europea e la rimozione degli
ostacoli rimanenti, qualunque sia la loro origine.
Inoltre, fornirà supporto agli Stati membri per quanto concerne i sandbox
normativi necessari per consentire la sperimentazione di tecnologie
innovative, prodotti o servizi che mirano a far progredire la coesistenza della
diffusione delle rinnovabili e la protezione dell’ambiente.
La guida si concentrerà sull’impostazione dei confini delle sandbox
regolamentari, come la definizione dei tempi, del territorio e della continua
supervisione regolamentare per ridurre al minimo qualsiasi rischio.
Rispondere all’emergenza nel breve periodo
La Commissione ha rassicurato che le forniture di gas sono sufficienti al
fabbisogno europeo almeno fino alla fine dell’inverno, anche nel caso che
le forniture dalla Russia venissero interrotte bruscamente.
Per prepararsi al prossimo inverno, e ad affrontare i possibili problemi di
approvvigionamento, la Commissione presenterà una proposta legislativa
entro aprile in modo da assicurare un adeguato livello annuale di
stoccaggio.
Questa proposta richiederà che le infrastrutture di stoccaggio esistenti nel
territorio dell’UE siano riempite almeno al 90% della loro capacità entro il 1°
ottobre di ogni anno.
Per incentivare lo stoccaggio, la Commissione proporrà di aumentare il
livello di sconto al 100% come incentivo alla ricarica dello stoccaggio. Una
politica europea di stoccaggio del gas garantirà l’equità e permetterà di fare
un uso intelligente delle infrastrutture esistenti, limitando la necessità di nuove
infrastrutture, dato che non tutti gli Stati membri hanno impianti di stoccaggio
sotterraneo nei loro territori.
La proposta giuridica stabilirà un meccanismo per assicurare un’equa
ripartizione dei costi di sicurezza dell’approvvigionamento. Infatti, i vantaggi
di avere un alto livello di riempimento garantito, in termini di valore
assicurativo contro i rischi di sicurezza dell’approvvigionamento e gli effetti di
attenuazione dei prezzi in inverno non sono limitati al paese in cui si trova lo
stoccaggio.
Alla luce dell’attuale ambiente geopolitico, la Commissione prevede che
questa proposta legale identifichi lo stoccaggio di gas come un’infrastruttura
critica e introduca delle disposizioni per affrontare i rischi di proprietà delle
infrastrutture del gas.
Gli Stati membri dovranno richiedere all’autorità di regolamentazione o a
un’altra autorità competente designata dallo Stato membro di certificare che la
proprietà da parte di una o più persone di un Paese terzo non mette a rischio
la sicurezza dell’approvvigionamento.
Questa valutazione dovrà essere fatta per tutti gli operatori di stoccaggio
esistenti e futuri. Nel breve termine e in attesa del processo legislativo, gli
Stati membri dovrebbero agire come se la legislazione fosse già in vigore e
prendere misure per garantire il riempimento dello stoccaggio in tempo per il
prossimo inverno.
Inoltre, come previsto dall’attuale regolamento sulla sicurezza
dell’approvvigionamento di gas , devono concludere accordi di solidarietà.
Per incentivare il rifornimento, gli Stati membri possono fornire aiuti ai
fornitori, come stabilito dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE
(Trattato sul funzionamento dell’UE), ad esempio sotto forma di garanzie
(“contratto bidirezionale per differenza”).
Da parte sua, la Commissione può coordinare le operazioni di
rifornimento, ad esempio attraverso appalti congiunti, la raccolta di ordini e
l’abbinamento delle forniture, creando così una piattaforma europea comune
per la contrattualizzazione delle forniture di gas basata su negoziati bilaterali
con i principali produttori di gas.
Questo aiuterebbe la diversificazione e la gestione intelligente del rischio,
garantendo così la sicurezza delle forniture a condizioni favorevoli per tutti gli
acquirenti in tutta l’UE.
La Commissaria Simmons ha inoltre annunciato che la Commissione sta
anche proseguendo la sua indagine sul mercato del gas in risposta alle
preoccupazioni per le potenziali distorsioni della concorrenza da parte delle
società attive sui mercati europei del gas, in particolare dal fornitore di gas
russo Gazprom.
La compagnia mostra infatti un comportamento commerciale insolito, e il
livello medio di riempimento dello stoccaggio gestito da Gazprom nell’UE è di
circa il 16%, mentre lo stoccaggio non gestito da Gazprom è al 44%.
La Commissione sta attualmente indagando in via prioritaria su tutte le accuse
di potenziale condotta commerciale anticoncorrenziale di Gazprom e sta
raccogliendo ulteriori informazioni dagli attori del mercato.
“È ora di affrontare le nostre vulnerabilità e diventare rapidamente più
indipendenti nelle nostre scelte energetiche. È difficile, ma possiamo farlo se
siamo disposti ad andare ancora più lontano e più veloci di quanto fatto
finora. La guerra di Putin in Ucraina dimostra l’urgenza di accelerare la nostra
transizione energetica pulita”, ha commentato Timmermans.

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