ANALISI E COMMENTI 1 – ENERGIA – Pronto il Piano UE contro il caro energia: ecco le misure

Pronto il Piano UE contro il caro energia:
ecco le misure

Nuove sanzioni contro la Russia ed un Piano UE contro il caro
prezzi e il rischio di shock energetico: le misure per l’indipendenza
sul gas
Mitigare l’impatto del caro prezzi dell’energia su imprese e famiglie, ridurre
l’import di gas dalla Russia arrivando all’indipendenza energetica entro il
2030: è la strategia UE REPowerEU sull’energia a fronte della guerra in
Ucraina. Un piano anti shock energetico per l’Europa, che continua ad
acquistare gas da Mosca, dalla quale dipende per il 45% del fabbisogno
energetico.
Le nuove sanzioni
La strategia europea contro la Russia vede da una parte il negoziato per il
cessate il fuoco, dall’altra l’inasprimento delle sanzioni, estese adesso alla
Bielorussia con nuove banche estromesse dalla piattaforma finanziaria
SWIFT, provvedimento che impedisce di effettuare transazioni internazionali
con modalità digitali. Resta ancora operativa, Gazprombank, dalla quale
passano invece le transazioni energetiche. Al momento, quindi, l’Unione
Europea non sospende l’acquisto di gas dalla Russia ma su questo fronte
l’instabilità è alle porte. Intanto, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno bloccato
l’import di petrolio dalla Russia.
Il mercato UE e il gas russo
L’Europa studia anzi meccanismi per mitigare il caro prezzi che la guerra
contribuisce ad alimentare. Il mercato delle materie prime è già in fibrillazione
da mesi, con la ripresa della domanda post-Covid. Ora, le tensioni in Ucraina
gettano benzina sul fuoco. Sia sul fronte della speculazione, sia su quello dei
rischi. L’Europa deve fare i conti anche con l’ipotesi di scenario peggiore,
ovvero lo stop alle importazioni russe.
C’è, in questo senso, anche l’ipotesi di un contro embargo del Cremlino, con il
blocco dell’export di gas. D’altra parte, mantenere aperto il mercato
dell’energia con l’Europa è anche nell’interesse di Mosca: lo scenario bellico,
e le relative sanzioni, stanno mettendo in ginocchio l’economia russa, e
l’acquisto di energia da parte dei paesi europei è una delle poche voci
positive.
Il piano UE per il gas
In questo quadro si inserisce il piano europeo che vuole azzerare la
dipendenza dal gas russo entro il 2030.
Le misure contro il caro prezzi
Fra le misure immediate: stoccaggio, diversificazione delle fonti di
approvvigionamento, risparmio energetico. L’obiettivo di breve termine è la
riduzione di due terzi entro la fine dell’anno. Ancor più nell’immediato, l’Europa
punta a rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia in Europa e a
ricostituire le scorte di gas per il prossimo inverno.
● Viene consentito agli Stati di fornire sostegno alle imprese
colpite dai prezzi elevati dell’energia e di contribuire a ridurne
l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia a medio-lungo
termine.
● Viene prevista possibilità di regolamentare i prezzi in circostanze
eccezionali e definiscono le modalità con cui gli Stati membri
possono ridistribuire ai consumatori le entrate derivanti dagli
elevati profitti del settore energetico e dallo scambio di quote di
emissione. La Commissione esamina anche tutte le possibili
misure di emergenza contro il caro prezzi, ad esempio stabilendo
limiti di prezzo temporanei.
Le misure per garantire le forniture
Per quanto riguarda lo stoccaggio, gli impianti UE dovranno essere riempiti al
90% entro il primo ottobre di ogni anno. Una norma che assicura le scorte, a
fronte di un rischio shock energetico. In questo momento, gli stoccaggi
sarebbero sufficienti per far fronte al rimanente periodo invernale anche in
caso di improvviso stop delle forniture da Mosca. Lo stoccaggio al 90% entro
ottobre mette al riparo anche dai picchi del prossimo inverno. Nel medio
periodo, si punta ad uscire gradualmente dalla dipendenza dai combustibili
fossili provenienti dalla Russia, in due step:
● calo di due terzi entro la fine del 2022;
● affrancamento entro il 2030.
Gli obiettivi del Piano REPowerEU
Il piano REPowerEU si basa sui seguenti punti:
● diversificare gli approvvigionamenti di gas;
● aumentare le importazioni (GNL e via gasdotto) da fornitori non
russi;
● aumentare i volumi di produzione e di importazione di biometano
e idrogeno rinnovabile;
● ridurre più rapidamente l’uso dei combustibili fossili nell’edilizia,
anche abitativa, nell’industria e a livello di sistema energetico
grazie a miglioramenti dell’efficienza energetica, all’aumento delle
energie rinnovabili e all’elettrificazione e superando le strozzature
infrastrutturali.
Come sintetizza Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE:
«dobbiamo agire ora per attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi
dell’energia, diversificare le fonti di approvvigionamento di gas per il prossimo
inverno e accelerare la transizione verso l’energia pulita. Quanto più
velocemente passeremo alle energie rinnovabili e all’idrogeno, associati a una
maggiore efficienza energetica, tanto più velocemente saremo di fatto
indipendenti e in controllo del nostro sistema energetico».
Come aggiunge Kadri Simson, commissaria per l’Energia: «l’invasione
dell’Ucraina da parte della Russia ha aggravato la situazione della sicurezza
dell’approvvigionamento e portato i prezzi dell’energia a livelli senza
precedenti. Per le restanti settimane di quest’inverno l’Europa dispone di
quantità di gas sufficienti, ma dobbiamo ricostituire urgentemente le riserve
per il prossimo anno. La Commissione proporrà pertanto che entro il 1º
ottobre gli impianti di stoccaggio di gas nell’UE siano riempiti almeno al 90 %.
Abbiamo inoltre delineato la regolamentazione dei prezzi, gli aiuti di Stato e le
misure fiscali intesi a proteggere le famiglie e le imprese europee dall’impatto
dei prezzi eccezionalmente elevati».

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