AIUTI ED INCENTIVI – Decreto Aiuti Quater: le principali misure in arrivo

Decreto Aiuti Quater: le principali misure
in arrivo


di Paolo Iaccarino
Il Decreto Aiuti Quater adottato dal Governo Meloni va oltre le aspettative.
Dall’analisi della bozza resa disponibile emergono, inaspettatamente, alcuni
provvedimenti attesi nella Legge di Bilancio. Nessun accenno, invece, alla
tregua fiscale e alle conseguenti procedure di definizione agevolata.
Fra le misure in materia di mezzi di pagamento è stato introdotto
l’innalzamento della soglia prevista dall’articolo 49, comma 3-bis, del Decreto
Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 per il trasferimento di denaro contante
tra soggetti privati diversi dagli istituti di credito. Misura al centro delle
polemiche della prima ora, dal 1° gennaio 2023 il valore soglia verrà fissato a
5.000 euro, contro i 1.000 euro previsti originariamente da tale data. Ne
consegue, pertanto, che dalla predetta data sarà consentito trasferire denaro
contante e titoli al portatore quando il valore oggetto di trasferimento è
complessivamente pari o inferiore a 4.999,99 euro.
Fra le misure non attese con il Decreto Legge in commento anche le
numerose modifiche introdotte in tema di Superbonus. Per queste è
necessario, tuttavia, procedere con estrema cautela. Essendo nota la ritrosia
mostrata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti nei
confronti della materia, queste devono considerarsi a tutti gli effetti ancora in
valutazione.
Procediamo per gradi. Secondo la bozza del provvedimento, in linea con gli
annunci dei giorni precedenti, per gli interventi di carattere condominiale di cui
all’articolo 119, comma 9, lettera a), del Decreto Legge n. 34 del 2020, e i
connessi interventi trainati effettuati dalle persone fisiche sulle singole unità
immobiliari all’interno dello stesso condominio o dello stesso edificio, a
decorrere dal 1° gennaio 2023 è prevista la riduzione al 90 per cento
dell’aliquota di detrazione delle spese sostenute. Nessuna modifica, invece,
per le aliquote previste per gli anni 2024 e 2025, rispettivamente ferme al 70
per cento e 65 per cento.
Facendo salvi gli interventi già avviati, la predetta riduzione non si applica agli
interventi per i quali, alla futura data di entrata in vigore del decreto, risulti
effettuata, ai sensi dell’articolo 119, comma 13-ter, del Decreto Legge 19
maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 luglio 2020,
n. 77, la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), ovvero, per quelli
comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, risultino avviate le
relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo abilitativo,
mediante la presentazione di richiesta del titolo edilizio.
Mini proroga, invece, per gli interventi sulle unità unifamiliari e plurifamiliari. In
primo luogo viene differito di tre mesi, al 31 marzo 2023, il termine del periodo
di vigenza previsto dall’articolo 119, comma 8-bis, secondo periodo, del
Decreto Legge n. 34 del 2020. La proroga, tuttavia, riguarda esclusivamente
gli interventi per i quali alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati
lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo, nel cui computo
possono essere compresi anche i lavori non agevolati ai sensi del
Superbonus.
Proroga ben più consistente per gli interventi avviati a partire dal 1° gennaio
2023 su unità immobiliari unifamiliari e plurifamiliari dalle persone fisiche di cui
al comma 9, lettera b). La bozza del provvedimento dispone che la detrazione
spetterà nella misura del 90 per cento per le spese sostenute entro il 31
dicembre 2023, a condizione che l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione
principale e che il contribuente abbia un reddito di riferimento, determinato
secondo i coefficienti appositamente determinati, non superiore a 15.000
euro. A tal fine per reddito di riferimento si deve intende il risultato ottenuto
dividendo la somma dei redditi complessivi posseduti, nell’anno precedente
quello di sostenimento della spesa, dal contribuente, dal coniuge del
contribuente, dal soggetto legato da unione civile o convivente se presente nel
suo nucleo familiare, e dai familiari a carico, diversi dal coniuge, di cui
all’articolo 12 del TUIR, dal soggetto legato da unione civile o dal convivente,
presenti nel suo nucleo familiare, che nell’anno precedente quello di
sostenimento della spesa si sono trovati nelle stesse condizioni previste nel
comma 2 del medesimo articolo 12, per il numero di parti determinato come
segue: 1 per il contribuente; 1 per il coniuge, il soggetto legato da unione civile
o la persona convivente; 0,5 per un familiare, 1 per due familiari, 2 per tre o
più familiari. Pertanto il coefficiente previsto per una famiglia composta da
padre, madre e due figli a carico il coefficiente, da utilizzare al denominatore,
sarà di 3 (1 per il contribuente, 1 per il coniuge e 1 per i due familiari).
A fronte di tale apertura, tuttavia, è prevista una sensibile restrizione. La
detrazione per gli interventi di cui all’articolo 119, comma 9, lettera b),
effettuati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa,
arti e professioni, su unità immobiliari unifamiliari e plurifamiliari, è stata
limitata alle unità di cui i predetti beneficiari siano proprietari o titolari di altro
diritto reale di godimento. Nessuna detrazione sarà più prevista per il
conduttore, il comodatario e il familiare convivente. Tale limitazione, come per
la riduzione di aliquota prevista per gli interventi di carattere condominiale,
non si applica agli interventi per i quali, alla data di entrata in vigore del
decreto, sia stata presentata la richiesta del titolo edilizio.
Completa il quadro del Decreto Aiuti Quater il pacchetto di interventi dedicati
al caro energia. Il provvedimento dispone l’estensione al mese di dicembre
2022 del credito d’imposta, già previsto per i mesi di ottobre e novembre
dall’articolo 1 del Decreto Legge n. 144 del 2022, per l’acquisto di energia
elettrica e gas naturale. Di pari viene esteso, fino al 31 dicembre 2022, la
riduzione dell’aliquota di accise previste sui carburanti (benzina, gasolio, GPL,
gas naturale) e la riduzione al 5 per cento dell’aliquota iva applicata al gas
naturale usato per autotrazione. Sale a 3.000 euro la soglia dei contributi
esclusi dall’imposizione che le imprese potranno concedere ai dipendenti per
fronteggiare le bollette.
Interessante, infine, la misura prevista dall’articolo 3 della bozza. Le imprese
residenti in Italia avranno la facoltà di richiedere, a determinate condizioni, la
rateizzazione fino a 48 mesi degli importi dovuti a titolo di corrispettivo per la
componente energetica di elettricità e gas naturale. A tal fine, le imprese
interessate dovranno formulare un’apposita istanza ai rispettivi fornitori,
secondo le modalità semplificate che saranno stabilite con decreto del
Ministero dello Sviluppo Economico da adottare entro 30 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente disposizione.
fonte: FISCALFOCUS

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